Artigiani: dati in miglioramento, ma è ancora crisi
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La fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sull’imprenditoria artigiana indica una flessione nella Tuscia nel 2017 pari al -1,2, mentre nel 2016 era del -2,2%.

Ancora un anno difficile per l’artigianato viterbese, seppure con qualche luce all’orizzonte. La fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sull’imprenditoria artigiana indica una flessione nella Tuscia nel 2017 pari al -1,2%, mentre nel 2016 era del -2,2%.

Sebbene anche il 2017 si sia concluso con un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di imprese il risultato è meno pesante rispetto al 2016. Nello specifico lo scorso anno sono state 454 le nuove imprese iscritte e 542 quelle cancellate con un saldo negativo di -88, pari al -1,2% sostanzialmente in linea con il dato regionale che è del -1,1%, ma non con quello nazionale del -0,8%. Mentre nel 2016 si era registrato una flessione ben più consistente nella Tuscia del -2,2%, mentre a livello regionale era stato del -1,3%, e quello nazionale del -1,2%.

È quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sull’imprenditoria artigiana a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

Per quanto riguarda la Tuscia nel 2017 il settore delle costruzioni rimane quello di gran lunga più consistente dell’intero artigianato provinciale (46% sul totale), ma continua ad evidenziare dati negativi, anche se con una severità inferiore rispetto al recente passato, segnando un -2,1%. In ordine di importanza anche il settore della manifattura in senso stretto, che rappresenta il 18,5% delle imprese artigiane, genera una lievissimo calo con un -0,6%, anche in questo caso dato negativo ma meno preoccupante rispetto all’analogo degli ultimi anni.

Continua l’emorragia di imprese artigiane nell’ambito dei trasporti, settore peggiore tra quelli oggetto di analisi che genera ancora un dato preoccupante con un -2,9%. Dato positivo, invece, per il settore dei servizi alla persona, componente preponderante delle “altre attività di servizi”, che ha messo in evidenza una crescita sensibile delle attività artigiane, comparto in cui si è registrata una crescita del 2% rispetto al 2016.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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