Artigianato digitale 4.0: La Table di Cirioni finisce sui media nazionali grazie al G-Phone
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De Simone: “ Le imprese di Confartigianato sono portatrici sane di innovazione manifatturiera”

Gli artigiani di Confartigianato Imprese di Viterbo hanno una marcia in più. Lo dimostra la storia di Danilo Cirioni, artigiano titolare de La Table di Fabrica di Roma, azienda da anni attiva nella produzione di qualità di piatti e stoviglie in ceramica, che ha inventato i G-Phone, un innovativo eoriginale amplificatore proprio in ceramica adatto ad ogni tipo di smartphone, capace di alzare il suono dell’apparecchio fino a più 15 decibel.          

L’invenzione di Cirioni sta spopolando sul mercato,tanto da aver ricevuto ordini anche dall’America, patria della Silicon Valley, e da destare l’interesse dei principali quotidiani nazionali. Come La Repubblica, che al socio di Confartigianato Viterbo ha dedicato in questi giorni un approfondimento con tanto di video intervista nel suo laboratorio.

Incalzato dalle domande della giornalista di Repubblica, Cirioni ha spiegato come è nata l’idea del G-Phone.   “Durante una fiera ho appoggiato il telefono dentro un’insalatiera e ho sentito che la musica si amplificava – afferma -. Mi è venuta l’idea di creare un amplificatore in ceramica, ispirandomi   alla   linea   del   vecchio   grammofono.   Con  G-Phone   l’amplificazione   avviene   solo attraverso la propagazione naturale del suono, senza dispendio di energia. Si gioca tutto sull’effetto della vibrazione che si crea tra la ceramica e le onde sonore, amplificata dalla curvatura dataall’amplificatore stesso. Non c’è spreco di corrente, non c’è spreco di energia”.

 

Inizialmente non tutti hanno capito subito la portata dell’invenzione. “Erano perplessi – confida Cirioni -, mi chiedevano tutti: a cosa serve? Cos’è? Qualcuno mi ha detto che serviva per infilarci gli arrosticini, altri per metterci i fiori, altri ancora pensavano di usarlo per annaffiarci le piante. Poi però c’è anche chi lo ha comprato per i genitori anziani che non sento il telefonino quando squilla”. Da lì il decollo sul mercato.

La Table è un’eccellenza artigiana che valica i confini della Tuscia. “Questa azienda è a gestione familiare, l’ho ereditata da mio padre e sto cercando di riportare la vecchia ceramica tradizionale a sposarsi con l’innovazione, più vicina a noi giovani – aggiunge Danilo Cirioni -. Siamo in tre a lavorare qui: io ho imparato da mio padre, rubando con gli occhi, acquisendo poi trucchi ed esperienze per migliorare. Un classico lavoro artigiano, ha iniziato lui con la stoviglieria e gli oggetti per la tavola, ora proseguiamo noi anche con articoli come gli amplificatori, indispensabili per i nostri tempi. Cerchiamo di guardare avanti e capire ciò che chiede la società di oggi”.

Un amplificatore in ceramica è una buona risposta, che coniuga tradizione e innovazione, alle richieste del mercato ed è disponibile on line, sul sito dell’azienda e su alcune principali piattaforme ​di e-commerce. “Potenzialmente G-Phone è eterno, a meno che non cada – conclude Cirioni -. Ma se succede ci sono io: se si rompe lo produco di nuovo”.

“Un plauso a Danilo Cirioni e alla sua La Table per aver raggiunto con la loro abilità importanti vetrine   nazionali   e   internazionali  –  commenta   in   conclusione  Andrea   De   Simone,   segretario provinciale   di  Confartigianato   Imprese   di   Viterbo -,   tanto   da   destare   l’interesse   dei   media. L’esperienza del G-Phone è la dimostrazione di come i nostri artigiani, maestri dei lavori di qualità fatti a mano, sappiano introdurre nella loro offerta     servizi digitali innovativi per stare al passo coi tempi e con le richieste della clientela. Le imprese artigiane di Confartigianato sono portatrici sanedi   innovazione   manifatturiera:   i   dati   del   2018   confermano   un   incremento   percentuale importantissimo di imprese digitali anche nella nostra provincia”.

Il   video   di   Repubblica   con   l’intervista   a   Danilo   Cirioni   è   disponibile   al   seguente   link:

https://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/ceramica-hi-tech-da-un-giovane-di-viterbo-la-prima-cassa-bluetooth-eterna-e-naturale/338634/339236

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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