Arsenico nell'acqua della Tuscia, Lombardi: "Servono investimenti importanti, occorre intervento del Governo"
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ROMA - Così in una nota Roberta Lombardi, assessora alla Transizione Ecologica e alla Trasformazione Digitale della Regione Lazio.

ROMA – “E’ di queste ore la notizia che la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia Ue per il mancato rispetto della direttiva sull’acqua potabile, perché in alcune zone della provincia di Viterbo, nel Lazio, i livelli di arsenico e, in alcuni casi anche di fluoruro, non sono rispettati i parametri previsti dalle norme. Uno sforamento che, citando testualmente, “può danneggiare la salute umana, in particolare quella dei bambini”. Come già ho dichiarato pubblicamente nei giorni scorsi a seguito dell’incontro con i Comitati della Acqua Pubblica del Lazio, questa situazione che si trascina ormai da anni e che lede il diritto alla salute delle comunità locali, oltre che quello universale di accesso alla risorsa idrica, va risolta al più presto, come giustamente l’Ue ha appena ricordato all’Italia.

La Regione Lazio ha installato i dearsenificatori e ne ha pagato per qualche anno la gestione. Ma questo non è stato sufficiente. C’è bisogno di una cooperazione da parte di tutti i livelli istituzionali per risolvere definitivamente questo problema cronico. Il costo del trattamento delle acque per portare l’arsenico entro i limiti stabiliti per legge è di circa 9 milioni di euro annui ed è a totale carico dei cittadini poiché interamente riversato nella tariffa idrica.

Una situazione insostenibile, anche nei costi, che richiede pertanto un ulteriore intervento: il Governo contribuisca, con i Ministeri competenti, stanziando i fondi necessari a coprire le spese per la gestione dei dearsenificatori e mettendo in campo tutte le misure necessarie, di concerto con la Regione e gli Enti locali competenti, anche per quei Comuni che attualmente non hanno ancora ceduto il servizio idrico integrato, in modo da sanare definitivamente questa situazione, che oltre a mettere a rischio la salute delle comunità locali del Lazio, espone tutta l’Italia a una procedura d’infrazione, come oggi ci ricorda la Commissione Ue”.

Così in una nota Roberta Lombardi, assessora alla Transizione Ecologica e alla Trasformazione Digitale della Regione Lazio.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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