
ROMA – “Il costo del trattamento delle acque per portare l’arsenico entro i limiti stabiliti per legge, è di circa 9 milioni di euro annui ed è a totale carico dei cittadini poiché interamente riversato nella tariffa idrica. A tal proposito, subito dopo il mio insediamento, mi sono immediatamente attivata cercando di coinvolgere i Ministeri competenti per reperire le somme necessarie alla gestione dei dearsenificatori fino a quando non saranno disponibili i fondi del Recovery Fund e del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile per l’approvvigionamento idrico dall’acquedotto del Peschiera e per avviare la miscelazione delle acque e chiudere così definitivamente questa problematica e al tempo stesso allontanare la sventurata ipotesi dell’ingresso di un socio privato in una società che, ad oggi, è totalmente pubblica e che tale deve rimanere, nel rispetto della volontà popolare espressa ampiamente con il referendum di 10 anni fa”. Questa la posizione sull’acqua nel Viterbese dell’assessore alla Transizione Ecologica Roberta Lombardi.
“I nostri uffici stanno anche verificando la possibilità di estendere la disponibilità dei fondi per la gestione dei dearsenificatori anche a quei Comuni che attualmente non hanno ancora ceduto il servizio idrico integrato al gestore unico e non hanno le risorse necessarie per la dearsenificazione. – spiega Lombardi – A tal proposito però è d’obbligo fare alcune precisazioni: la problematica arsenico è seria e proprio per questo bisogna evitare speculazioni di ogni genere. L’arsenico presente nelle acque della Tuscia è sopra i limiti di legge solo in alcuni Comuni e la quasi totalità di questi non è servita dalla società che gestisce il servizio idrico integrato; nella restante parte della provincia invece i quantitativi sono nei limiti proprio grazie ai dearsenificatori. Per uscire da questo stallo, c’è quindi bisogno di un intervento super partes in grado di andare oltre queste dinamiche e garantire così il diritto alla salute di tutti i cittadini”, conclude Lombardi.

















