Arsenico, il Pd rivendica di aver messo fine al problema ma è una rivendicazione "pelosetta". Oggi avrebbe dovuto risolvere la questione anche il Gabibbo
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Arsenico, l'emergenza è vinta. Il Pd scrive un comunicato di trionfo, ma è un entusiasmo "pelosetto". Oggi avrebbe dovuto centrare l'obiettivo anche il Gabibbo.

 

 

Arsenico game over. Il grave problema, che ha reso la vita difficile e minacciato la salute dei cittadini della Tuscia, è arrivato finalmente al capolinea.

Un ruolo centrale per chiudere la partita con l’emergenza arsenico l’ha giocato la Regione Lazio, che ha realizzato gli impianti di dearsenificazione e messo sul piatto 15 milioni di euro che ci permetteranno di gestirli per l’anno in corso senza gravare sui cittadini. Ma l’aspetto più significativo sta nello sguardo rivolto al futuro. A quei 100 milioni di euro che sono stati stanziati per realizzare soluzioni alternative e più funzionali degli impianti di dearsenificazione, si legga miscelazione. 

L’unione comunale del Partito Democratico è intervenuta sul tema, alla vigilia del consiglio comunale di Viterbo straordinario, in agenda per questo martedì, proprio sull’arsenico. Un consiglio per fare il punto sullo stato dell’arte e sul futuro.

Un comunicato importante, che rimarca il risultato portato a casa dalla classe dirigente del partito. Classe dirigente che governa sia la Regione che il comune capoluogo della Tuscia. Un comunicato tuttavia che ci obbliga, per onore del vero, a spezzare l’entusiasmo. E’ vero che Zingaretti ha scritto la parola fine sull’emergenza arsenico. E’ vero che il sindaco Michelini ha fatto da pungolo e con lui i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Riccardo Valentini.

E’ però anche vero che si doveva risolvere questa situazione, perché scaduto il tempo delle proroghe. Tempo in cui si sono cullati tutti. Le amministrazioni di centrodestra, ma anche quelle di centrosinistra. Non esisteva forse il problema arsenico nell’era di Alessandro Marrazzo, governatore in quota Pd? Non esisteva forse il problema arsenico ai tempi in cui Alessandro Mazzoli ha governato la Provincia di Viterbo, che in tema di acqua è stato un ente di peso?

In quegli anni il Pd non fece nulla, esattamente come nulla hanno fatto le forze di centrodestra che per tanto tempo hanno amministrato. Oggi i democratici fanno bene a rivendicare questo successo, ma è una rivendicazione “pelosetta”. Non c’è merito vero, merito sarebbe stato battersi per risolvere tutto un decennio fa almeno. Alla soluzione di oggi, imposta dalla mancanza di proroga, saremmo arrivati comunque. Anche se ci avesse amministrato il Gabibbo. O qualcosa di simile. 

 

LA NOTA STAMPA DELL’UNIONE COMUNALE 

La problematica della presenza di arsenico nelle acque distribuite nel territorio del comune di Viterbo e più in generale nelle acque di gran parte della provincia di Viterbo è stata risolta e quindi i cittadini possono riutilizzare le acque del rubinetto per tutti gli usi quotidiani.

Risulta del tutto evidente che tale risultato nasce dall’impegno di quelle istituzioni pubbliche che, come i cittadini avranno avuto modi di constatare, in silenzio e senza proclami, hanno operato doverosamente alla soluzione con spirito di servizio senza cadere nel facile protagonismo, a differenza di chi, probabilmente, avrebbe preferito che la vicenda fosse andata in tutt’altra maniera per avere così un po’ di visibilità di certa stampa più incline allo scandalismo che alla seria informazione.

La vicenda dell’acqua contaminata dall’arsenico, come è noto, nasce dalla geologia di tipo vulcanica dei nostri territori e nasce soprattutto perché, a seguito di studi epidemiologici sulle popolazioni, è stato stabilito di diminuire dal 2001 il limite massimo della concentrazione di arsenico nelle acque potabili.

Da tale data sono state richieste e concesse delle deroghe per poter affrontare il problema e solo quando la Comunità europea non ha più ammesso la possibilità di ulteriori deroghe si è deciso di intervenire.

Si può discutere sul tempo che si è perso e che, se bene utilizzato, avrebbe permesso di trovare prima le soluzioni al problema magari anche meno costose e sicuramente meno impattanti sulla vita quotidiana di tanti cittadini.

Sta di fatto che il presidente Zingaretti, a cui va la nostra gratitudine, ha posto come priorità la soluzione della potabilità delle acque e sappiamo che ha istituito un gruppo di lavoro che lo informasse settimanalmente sul rispetto dei tempi di realizzazione degli impianti di dearsenificazione, e per intervenire in tempo utile in caso si fossero ravvisate delle criticità.

Il sindaco Michelini ha tenuto costanti contatti con il presidente Zingaretti per monitorare la situazione sul comune di Viterbo ed il sopralluogo tenutosi ad ottobre presso l’impianto di Monte Jugo dal presidente Zingaretti, dall’assessore Refrigeri e dai consiglieri Panunzi e Valentini né è la testimonianza.

In quella circostanza il sindaco Michelini ha potuto constatare la massima attenzione che la Regione Lazio ha nei confronti dei nostri territori, circostanza che rinsalda nuovi e diversi rapporti di reciproca collaborazione e fiducia che in epoche passate si fermavano a visite di circostanza o al più elettorali, improntato ad uno spirito di mero vassallaggio.

Il sindaco Michelini al momento del suo insediamento, aveva chiesto al presidente Zingaretti un rapporto nuovo e paritario tra le due istituzioni, e questo sta accadendo per cui il nostro grazie va anche al sindaco Michelini che dopo tanti anni di corto circuito istituzionale ha saputo riallacciare un rapporto costruttivo e corretto con l’istituzione regione, fondamentale per lo sviluppo della città e della intera Tuscia.

Il frutto di questo lavoro tra istituzioni ha prodotto un altro importante risultato: il presidente Zingaretti, come aveva già assicurato in occasione della conferenza stampa sullo stato dell’arte degli impianti di dearsenificazione, ha provveduto ad affidare anche per l’anno 2015 la gestione degli impianti alle ditte costruttrici.

E’ un impegno significativo che ammonta a circa 15 milioni di euro che permetterà alla Talete e ai comuni di acquisire la necessaria esperienza nella conduzione e messa a punto dei processi di trattamento dell’arsenico e fluoro, sgravando i cittadini della nostra provincia dai costi di esercizio che sarebbero andati a gravare totalmente sulle bollette.

C’è di più, il presidente della Regione Lazio Zingaretti ha inserito nel programma degli interventi prioritari, 100 milioni di euro per realizzare interventi di miscelazione delle acque di buona qualità con acque contaminate da arsenico e fluoro, e quindi nei prossimi anni potremmo dismettere una grandissima parte, se non addirittura tutti, gli impianti di trattamento che hanno costi di gestione elevatissimi, questo a dimostrazione di un’amministrazione che non si accontenta a dare soluzione all’emergenza ma si preoccupa di renderla stabile e permanente per ridurre i costi delle bollette dei cittadini.

Ci viene spontanea una domanda: se la giunta Polverini avesse ragionato secondo questa logica forse avremmo già utilizzato molti dei 48 milioni spesi per realizzare gli impianti di emergenza, e avremmo potuto realizzare pozzi e acquedotti con acqua senza arsenico o fluoro, da miscelare a quella attualmente disponibile.

Non rientra tra i nostri costumi, vantarci o puntare il dito verso gli avversari, però permetteteci, sommessamente, di esprimere soddisfazione davanti alla brillante soluzione data per rendere potabili le acque e per ricercare soluzioni definitive al problema arsenico e fluoro, soluzione questa che nasce dalla sensibilità e dalle capacità dei rappresentanti che il Partito Democratico e tutti i cittadini di buona volontà eleggono nelle istituzioni.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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