Arsenico - Dearsenificatori? Si annunciano nuovi ritardi
ACQUA-ARSENICO
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La soluzione dell'emergenza arsenico è una priorità che sembra non interessare gli amministratori, di ogni livello, di questo territorio. Tutto scorre come se niente fosse.

Il comitato ‘Noi non ce la beviamo’ è in fibrillazione. Del dearsenificatore di Monte Jugo, annunciato dal sindaco Leonardo Michelini come attivo da giugno (la prima promessa parlava di marzo), non se ne intravede neanche l’ombra. Di fatto sembra destinato a slittare a “dopo Santa Rosa”, nella più canonica tradizione tutta viterbese. I meno ottimisti iniziano a prospettare la sua messa in funzione per dicembre. Come dire: “ne deve passare di acqua sotto ai ponti”.

Intanto nei rubinetti dei viterbesi continua ad arrivare acqua all’arsenico, acqua al di fuori dei limiti consentiti dalla legge. Continua il rito del rifornimento alle casette dell’acqua per tanti cittadini. Casette dell’acqua su cui il comitato ha chiesto sorveglianza e pubblicazione dei dati sulla qualità dell’acqua erogata. Le risposte però, anche su questo fronte, non arrivano. 

Intanto il 31 luglio, in piazza Fontana del Piano, i membri del movimento saranno presenti con un punto informativo. Dalle 15 alle 20 per parlare ai viterbesi su quanto sta accadendo nei loro rubinetti.

La situazione in città è piuttosto imbarazzante. A onor del vero va precisato che il problema dell’eccessiva concentrazione di arsenico nelle nostre acque è stato oggetto di comunicazioni dell’Unione Europea dal 2004. A dicembre 2012 sono scaduti tutti i tempi di proroga, concessi ai comuni per risolvere la situazione. Michelini è in carica da un anno e addossargli la responsabilità del problema arsenico sarebbe piuttosto strumentale. E’ però vero che in molti si attendevano un primo cittadino pronto ad affrontare un così triste e pericoloso problema come una priorità, come una vera e propria battaglia di civiltà. Certo in questo lavoro devono giocare un ruolo forte anche altri attori. In primis la Regione Lazio, ma anche la Provincia e la società di gestione dell’acqua Talete.

 

Il video che segue è dello scorso marzo. E’ stato realizzato dai colleghi di Tuscia Times, parla Paola Celletti (Noi non ce la beviamo)

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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