Arrivederci dal Caffeina Christmas Village. Baffo: "Oltre 200 contratti di lavoro attivati e una città di cui essere orgogliosi"
rossi-baffo
800 Confartigianato
Quarantacinque giorni filati, così la città di Viterbo ha vissuto con qualcosa in più le feste natalizie. Si chiama Caffeina Christmas Village e per il secondo anno ha rappresentato il centro degli eventi natalizi nel capoluogo della Tuscia. 

Quarantacinque giorni filati, così la città di Viterbo ha vissuto con qualcosa in più le feste natalizie. Si chiama Caffeina Christmas Village e per il secondo anno ha rappresentato il centro degli eventi natalizi nel capoluogo della Tuscia. 

Ieri sera la chiusura e l’arrivederci del presidente della Fondazione Caffeina Andrea Baffo. Il tutto mentre il direttore artistico Filippo Rossi prendeva carta e pena e si divertiva a scrivere su un foglio bianco la sintesi del tutto: “E’ finita”. 

“È Finito. Ha chiuso il Caffeina Christmas Village. Poco fa le renne, gli orsi, gli abitanti del presepe, i piccoli elfi, i pinguini e ogni singolo animaletto delle attrazioni ha smesso di fingere di essere una statua o dei semplici meccanizzati e ha iniziato a sgranchirsi, a chiederci come è andata e se sono stati bravi.

Ora devono affrontare la loro vita di tutti i giorni nei loro paesi magici, in attesa di tornare al Caffeina Christmas Village del prossimo anno. Sì, proprio così. Avete voglia di non crederci?! Fate voi.

Quello che è sicuro è che la magia finisce. Si ferma qui. Ma non finisce l’emozione che provo per aver visto l’incanto negli occhi dei bambini, lo stupore degli adulti, la gioia delle mamme e di papà. Non finisce la soddisfazione di aver portato migliaia di turisti a Viterbo e di aver restituito, credo, in parte, la fierezza e l’orgoglio a molti concittadini nel mostrare a parenti e amici la loro bella città, viva, vitale, piena di speranza – queste le parole scelte da Andrea Baffo -“.

“Ma, soprattutto, non finisce la gratitudine che ho e che abbiamo nei confronti di tutto l’immenso staff che ha di nuovo reso possibile questa immensa pazzia – continua il presidente della Fondazione Caffeina -. Oltre 200 contratti di lavoro attivati (senza parlare delle centinaia di ditte esterne che hanno lavorato) per gestire una macchina che equivale a un piccolo borgo da far funzionare, ogni giorno, tutto il giorno, per 45 giorni.

Perché vedete, noi che organizziamo per un anno, che pensiamo e decidiamo cosa e dove fare, siamo brutti, sporchi e anche cattivi, su questo siamo d’accordo. Siamo totalmente d’accordo con quelli che ce lo ricordano continuamente, chissà perché (visto che lo sappiamo bene), e a volte con livore. Anche se poi mi rimane difficile comprendere come il vuoto che da cittadini ci vedeva emigranti verso altri luoghi natalizi sia da preferire a un grande evento realizzato, interamente ed esclusivamente, con il rischio di chi lo organizza.

Ma questo è un altro discorso, e poi, si sa, io sono un cretino, quindi inutile tentare di capire. Mentre loro, gli elfi, le fate, gli autisti, i vigilanti, gli attori, gli animatori, gli addetti alla segreteria, alla biglietteria, alla logistica, al parcheggio, alle pulizie, sono degli eroi, la faccia bella del nostro futuro, la certezza di un grande domani, perché sono bravi e, quello che più mi commuove, molto coraggiosi.

Sono le loro facce che dovete ricordare, che dovrebbero andare sui giornali, tutti i giorni. Non le nostre, orribili e inutili. Perché sono loro la ricchezza di questa città, i protagonisti della favola. Li ho visti piangere, perché tutto finiva. Perché qui dentro, in una vita forzata insieme, succede qualcosa, succede sempre qualcosa, di bello, di indimenticabile, di “oltre noi”. Potrete anche non crederci. Anzi, fate finta che non ve lo abbia mai detto, tanto non è giusto spiegare, né serve a nulla tentare di raccontare, tanto meno convincere.

Chi mi ha abbracciato stasera sappia però che qualche lacrima me l’ha fatta scendere, perché la stanchezza, insieme alla purezza dei ragazzi, giocano brutti scherzi. Anche a quelli brutti e cattivi come noi. Ci vediamo il prossimo anno.  Noi lo speriamo e lo vogliamo. Buona magia a tutti. E non smettere di sognare”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lafune_800 x 120
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
Onda
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
TdP_Inalazioni
domenicale post
aiac_banner_01
Fune 300x300
POST FB 01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600