Arrivati i migranti a Civita Castellana, il sindaco invita alla civiltà e solidarietà
Migranti-immigrati
Gli Stati Generali La Fune
Tutti all'Hotel Sassacci i 16 immigrati che verranno ospitati nella frazione civitonica, anche se gli abitanti iniziano a manifestare i loro dubbi

Sono 16 i profughi che nei giorni scorsi sono arrivati a Civita Castellana dopo l’annuncio via facebook del sindaco Angelelli, che ha continuato a tenere informata la popolazione tramite la sua pagina sul social network. Nessuna barricata e nessuna manifestazione di protesta da parte dei civitonici, che si sono dimostrati molto più solidali rispetto ai recenti fatti accaduti a nord e sud dell’Italia.

Di certo un po’ di attrito non manca, specialmente attraverso alcuni commenti alle informazioni elargite dal primo cittadino. Fra chi mette le mani avanti con un classico “non sono razzista, ma…” e chi tuona direttamente “prima gli italiani”, c’è anche qualcuno che ricorda che proprio nella zona dove sono stati allocati i profughi – nella frazione di Sassacci – è stato svaligiata una tabaccheria nottetempo, peccato sia accaduto qualche giorno prima dell’arrivo dei migranti.

Angelelli, comunque, cerca di placare gli animi dei suoi concittadini e di spiegare al meglio la situazione: “Dando seguito all’impegno di informazione costante, affinché non ci siano ingiustificate paure, comunico che sono stato informato dai Carabinieri (ed ho poi sentito direttamente i proprietari dell’hotel Sassacci), non dalla Prefettura, che sono arrivati questa mattina – ieri, ndr – i primi 8 migranti, di nazionalitá sudanese e bengalese. Ne arriveranno entro questa sera altri 8, 16 in tutto. Tutti sono stati sottoposti alle verifiche sanitarie”.

Poi un appello alla civiltà e alla decenza dei cittadini: “Visto anche quanto purtroppo accade altrove, spero che, aldilà dei comprensibili timori, tutti i cittadini collaborino con civiltà, responsabilità e solidarietà”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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