Arrivano i migranti in via Bianchi, tra gli operatori anche la Fondazione Caffeina
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Arrivano i migranti in via Bianchi, tra i gestori anche la Fondazione Caffeina. Insomma in città tutti sono contrari all’accoglienza in massa nel centro di accoglienza straordinario, tranne pochi.

Arrivano i migranti in via Bianchi, tra gli operatori anche la Fondazione Caffeina. Insomma in città tutti sono contrari all’accoglienza in massa nel centro di accoglienza straordinario, tranne pochi. Tra questi la cooperativa che gestirà i flussi dei migranti, per lo più donne e bambini, e la Fondazione Caffeina. La notizia trova conferma nelle dichiarazioni a Il Messaggero di Andrea Baffo, presidente della Fondazione, che ha confermato che Caffeina garantirà alcuni servizi, dall’assistenza culturale e linguistica, all’informativa sull’immigrazione e il sostegno socio psicologico. I migranti sono arrivati il 7 ottobre scorso, come anticipato da La Fune la scorsa settimana.

La vicenda ha messo sul piede di guerra anche alcune famiglie degli studenti della scuola di via Bianchi. Altri invece hanno organizzato un incontro per mercoledì pomeriggio proprio per affrontare il tema.

Da un paio di settimane la vicenda ha creato uno scontro politico senza pari e una campagna contro l’immigrazione molto dura da parte di parte della destra viterbese, che si è schierata per il no senza se e senza ma. Non chiare quali possano essere le alternative proposte però da chi osteggia l’arrivo dei migranti.

Polemiche anche nel mondo dell’associazionismo, con Arci che ha spiegato che l’accoglienza in grandi strutture e non diffusa sul territorio, in appartamento, è un rischio per la pace sociale e per l’integrazione. Oltre che lesiva della dignità degli ospitati.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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