Arrivano i cinesi. Oggi una delegazione a Palazzo dei Priori, sono interessati alle terme
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Un'importante delegazione cinese a Viterbo. Un'operazione legata a Expo 2015, che porta oggi i rappresentanti di una delle più importanti città della Cina a scoprire le bellezze del capoluogo della Tuscia.

Arrivano i cinesi. Per oggi attesa la venuta di una delegazione a Palazzo dei Priori. Tutti in rappresentanza di Tianjin, nome che non dirà niente ai nostri lettori e che per questo va quantificato. Stiamo parlando della quarta città della Cina, 14 milioni di abitanti, una potenza economica da sogno, due università e un quartiere italiano figlio del colonialismo impegnato a combattere la rivoluzione dei boxer.

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Saranno accolti, con tutti gli onori, dal sindaco Leonardo Michelini e dall’assessore a Expo 2015 Giacomo Barelli. Sì, perché la visita è legata proprio all’esposizione internazionale di Milano. Una grossa occasione per allacciare rapporti e aprirsi al mondo. Un’occasione d’oro servita sul tavolo strategico di Michelini che dell’andare oltre le mura ne ha fatto un motto preciso in campagna elettorale.

La delegazione, composta dal vicesindaco della cittadina orientale più altri funzionari, sarà guidata alla scoperta delle bellezze e delle ricchezze più caratteristiche del capoluogo della Tuscia. L’incontro prevede visita della città e dei suoi monumenti più significativi, presentazione delle eccellenze alimentari del territorio e delle ricerche Unitus.

Da sottolineare un particolare interesse mostrato dai nipoti di Mao per il termalismo viterbese. L’incontro è figlio della decisione della Regione Lazio di indicare Viterbo come città da far visitare ai cinesi in Italia per Expo, dopo Roma. E’ figlia anche dell’attività diplomatica messa in piedi da Barelli, che ha portato fino a oggi a tutta una serie di incontro bilaterali con: Russia, Repubblica dell’Angola, Cile, Senegal, Tunisia e Zimbawe. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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