Arriva nella Tuscia il circolo di Possibile
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Arriva nella Tuscia il circolo di Possibile. Il movimento fondato da Giuseppe Civati, fuoriuscito dal Pd, avrà come portavoce nella provincia di Viterbo Giovanna Posati.

Arriva nella Tuscia il circolo di Possibile. Il movimento fondato da Giuseppe Civati, fuoriuscito dal Pd, avrà come portavoce nella provincia di Viterbo Giovanna Posati. “Così come il Paese, e i suoi problemi, non vanno in ferie – ha commentato – non va in ferie nemmeno la voglia di contrastare l’operato del Governo, che a colpi di fiducia, ci vuole far cambiare verso, ma nel verso sbagliato con le leggi: La buona scuola, l’Italicum, lo Sblocca Italia e il Jobs act”

Il Primo Circolo della Tuscia di Possibile è intitolato a Sandro Pertini. “Un politico onesto e sempre vicino ai cittadini – ha aggiunto – una figura di riferimento per noi da sempre di sinistra ma non politici professionisti che abbiamo scelto di dar vita ad un partito “da Votare” sostiene la Posati.

Tra le prime battaglie con cui Possibile Tuscia si confronterà: la raccolta firme per gli otto referendum lanciati dal Partito a livello nazionale, che affrontano e mettono un freno alle storture legate all’Italicum, al Jobs Act, allo Sblocca Italia, alla Buona Scuola.

Info: viterbopossibile@libero.it

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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