Arriva il freddo: ecco da quando si possono accendere i riscaldamenti
Viterbo-dallalto
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Occhio ai riscaldamenti, ecco quando si possono accendere. Nella Tuscia tra il 15 ottobre e il 1° novembre, dipende dal Comune.

Arriva il freddo: occhio ai riscaldamenti, ecco quando si possono accendere. Nella Tuscia tra il 15 ottobre e il 1° novembre, dipende dal Comune.

Sì perché c’è una legge che impone dei termini per l’accensione del riscaldamento nelle abitazioni. Secondo la legge n.10 del 1991 e secondo il DPR 412 del 1993, l’Italia è stata divisa in 6 zone climatiche, in base al numero, più o meno, di giorni che nei vari Comuni si superano o meno i 20 gradi centigradi.

La provincia di Viterbo secondo questi criteri è divisa tra la zona climatica D e quella E. Nella zona D le ore di riscaldamento consentite sono 12, a partire dal 1° novembre e fino al 15 aprile; nella zona E invece si potrà avere il riscaldamento in casa per 14 ore già da ora, infatti si può già accendere la caldaia dal 15 ottobre. Stessa scadenza al 15 aprile. Viterbo si trova nella Fascia D.

Nella fascia D (1 novembre – 15 ottobre)

Arlena Di Castro, Barbarano Romano, Bassano In Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Calcata, Canino, Capodimonte, Capranica, Castel Sant’Elia, Castiglione In Teverina, Cellere, Civita Castellana, Civitella D’Agliano, Corchiano, Fabrica Di Roma, Faleria, Farnese, Gallese, Graffignano, Marta, Montalto Di Castro, Monte Romano, Monterosi, Nepi, Orte, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Vasanello, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni In Tuscia, Viterbo, Vitorchiano.

Nella fascia E (15 ottobre – 15 aprile)

Acquapendente, Bagnoregio, Bomarzo, Canepina, Caprarola, Carbognano, Celleno, Crotte Di Castro, Gradoli, Ischia Di Castro, Latera, Lubriano, Montefiascone, Onano, Oriolo Romano, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano Nel Cimino, Valentano, Vallerano, Vejano.

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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