Arriva Cantieri d'Arte: ecco un assaggio degli 8 video in mostra da giovedì 23 aprile
Khaled Jarrar, 'BADminton', Digital video. 6.46 minutes. by Ayyam Gallery
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Ecco uno degli 8 video della nona edizione di Cantieri d'Arte. Sarà inaugurata giovedì 23 aprile alle 17.30 al Biancovolta.

“L’arte ha lo scopo di porre l’attenzione sul presente attraverso la produzione di metafore, smascherando le finzioni che inquinano l’immaginario pubblico”. Marco Trulli annuncia la nona edizione di Cantieri d’Arte. Una mostra che arriva (casualmente) proprio a pochi giorni dall’ennesima tragedia dei mari che ha visto morire più di 700 persone per il ribaltamento di un barcone. L’inaugurazione è giovedì 23 aprile alle 17.30 al Biancovolta (via delle Piagge 23, Viterbo).

Cantieri d’Arte da anni ha sviluppato una ricerca che pone l’accento sulle relazioni tra pratiche artistiche, spazio pubblico e cittadinanza attraverso mostre, camminate, conferenze e residenze artistiche. Questa edizione segna una nuova configurazione del progetto Cantieri d’Arte che diventa laboratorio di ibridazione tra pratiche urbane ed artistiche. Un progetto che si inserisce nel filone del progetto La Ville Ouverte, un progetto nazionale dell’Arci, curato dallo stesso Marco Trulli. In programma iniziative di arte pubblica che impattano tutto il territorio nazionale: da Lampedusa a Reggio Emilia.

Cantieri d’Arte si inserisce a pieno titolo all’interno di questo percorso mettendo in mostra i video di 8 artisti provenienti dal Mediterraneo. Video, sia performativi che documentari, che raccontano e focalizzano le tensioni del mondo e dei confini che dividono i popoli, ma anche video che raccontano di come la politica imponga la pianificazione dello spazio senza tenere conto delle esigenze delle persone che ci vivono.

 

 

 

Cantieri d’Arte è un progetto a cura di Marco Trulli organizzato dall’associazione culturale Percorsi. In questa nona edizione con il sostegno economico della provincia di Viterbo e il patrocinio della Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo (Bjcem). I video resteranno in mostra fino al 26 aprile. Il 3 maggio poi ci sarà la seconda parte del programma di Cantieri d’Arte con la Jane’s Walk a Santa Barbara: una passeggiata che vuole affrontare i temi della pianificazione urbana.

Il video BADminton è un’opera dell’artista palestinese Khaled Jarrar. Descrizione: Israele e Cisgiordania, divise da un’alta muraglia, edificata nel 2002. Simbolo delle infinite tensioni che attraversano quell’area calda, il muro diventa qui una “rete” per una partita di badminton. Si gioca senza guardarsi in faccia, nell’assurda distanza che trasforma pochi metri di terra in una soglia infernale. Khaled Jarrar sfida Jeremy Hutchinson, anche lui artista, mettendo in scena un paradosso drammatico, legato alle dinamiche dei territori palestinesi e ai concetti di potere, di interdizione, di sacrificio delle libertà personali.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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