'Arretrare combattendo, il libro di Raffaele Moncada che racconta storie poco conosciute sull'ultima guerra passata per la Tuscia
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VITERBO - Nell’imminenza del settantacinquesimo anniversario del passaggio del fronte della Seconda guerra mondiale nella provincia di Viterbo, è in questi giorni in libreria il volume di Raffaele Moncada, 'Ordine di Kesselring: «Arretrare combattendo»' (Ugo Mursia Editore, pagg. 385). 

VITERBO – Nell’imminenza del settantacinquesimo anniversario del passaggio del fronte della Seconda guerra mondiale nella provincia di Viterbo, è in questi giorni in libreria il volume di Raffaele Moncada, ‘Ordine di Kesselring: «Arretrare combattendo»’ (Ugo Mursia Editore, pagg. 385). 

Il libro racconta le fasi convulse dell’inseguimento degli esausti reparti tedeschi da parte delle scalpitanti forze alleate, che tuttavia, dopo la conquista di Roma, segnarono un po’ il passo per godersi gli onori della vittoria e consentirono ai loro avversari di tirare il fiato all’altezza del Lago di Bolsena. Fu in quel momento che il comandante supremo delle forze tedesche in Italia, il feldmaresciallo Kesselring, il regista dei successi difensivi di Cassino e Anzio, ordinò di irrigidire la difesa per consentire alle sue deboli forze in ripiegamento di riordinarsi, per poi
andarsi a fermare sulla linea difensiva del Trasimeno.

Il volume rivela episodi del tutto inediti avvenuti nelle campagne dell’Alto Lazio e nelle incantevoli terre della Toscana meridionale, che si scopre essere state teatro di furiosi combattimenti, molto spesso sconosciuti perché avvenuti lontano dagli occhi della gente.

‘Arretrare combattendo’ è anche una storia di uomini in carne e ossa e spesso di tragedie personali di ragazzi
venuti a morire da lontano in terre per loro sconosciute, chi per ragioni ideali e chi, semplicemente, per
fare il proprio dovere.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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