Arresti esponenti di CasaPound, l'amministrazione di Vallerano: "Noi sempre terra di gente perbene, contenti che una donna abbia vinto il premio letterario Corrado Alvaro"
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VALLERANO - Il Comitato Direttivo del Premio letterario Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti presieduto da Giorgio Nisini, ricevuti i voti della Giuria Scientifica e della Giuria Popolare, si è riunito nella casa di campagna dei due scrittori e ha decretato che il romanzo vincitore della quinta edizione è Chiamami sottovoce di Nicoletta Bortolotti (HarperCollins).

VALLERANO – Il Comitato Direttivo del Premio letterario Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti presieduto da Giorgio Nisini, ricevuti i voti della Giuria Scientifica e della Giuria Popolare, si è riunito nella casa di campagna dei due scrittori e ha decretato che il romanzo vincitore della quinta edizione è Chiamami sottovoce di Nicoletta Bortolotti (HarperCollins). 

Leonardo Colombati, con il romanzo Estate (Mondadori), ha ricevuto la maggioranza dei voti della Giuria Scientifica, ottenendo la menzione speciale di quest’ultima, come previsto dal bando.

La premiazione si svolgerà sabato 25 maggio 2019 a Vallerano ore 11.00. Nei prossimi giorni verrà decretato il vincitore del Premio Studenti, assegnato da una rappresentanza di ragazzi e ragazze delle scuole superiori della provincia di Viterbo.

Rivolto a opere edite di narrativa italiana, il Premio è dedicato alla memoria di Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti, entrambi sepolti nel locale cimitero di Vallerano, nel cuore della Tuscia viterbese. Il Premio è organizzato dal Comune di Vallerano in collaborazione con l’associazione culturale Officina Mente. Si avvale del sostegno della Uil Scuola e della Ditta Mizzella. 

“Quest’anno la manifestazione – dichiara il sindaco di Vallerano, Adelio Gregori – arriva in un momento difficile per il nostro territorio, che è stato al centro di un gravissimo fatto di cronaca di cui è stata vittima una giovane donna. Vogliamo esprimere a lei e alla sua famiglia tutta la nostra solidarietà e vicinanza, augurandoci che la giustizia possa fare rapidamente il suo corso. Il Premio Alvaro-Bigiaretti, che è solo una delle iniziative culturali di Vallerano, ci ricorda che il nostro paese è stato scelto come luogo di residenza da due grandi scrittori del Novecento, che hanno visto e raccontato ciò che siamo davvero, una terra di lavoratori, di artisti e soprattutto di persone perbene”.

“Il fatto che a vincere l’edizione di quest’anno sia una scrittrice – aggiunge il Presidente del Premio, Giorgio Nisini – ci sembra un bel segnale per rispondere, alla violenza, con la cultura del dialogo e del rispetto per le donne e per gli altri. Invitiamo tutti gli abitanti di Vallerano, e tutti coloro che vorranno partecipare, alla giornata conclusiva del Premio, prevista il prossimo 25 maggio alle ore 11. Sarà un’occasione non solo per parlare di giustizia, tema a cui è dedicata l’edizione di quest’anno, ma per dimostrare che esistono un paese e un mondo migliori, che credono fermamente che la cultura, i libri, la solidarietà, la costruzione della nostra identità attraverso il confronto con la diversità, siano più forti e affascinanti di qualsiasi violenza”.

Nicoletta Bortolotti, nata in Svizzera, vive a Milano. Ha pubblicato, fra gli altri, i libri per ragazzi Sulle onde della libertà(Mondadori), finalista al premio Bancarellino e vincitore del premio Comoinrosa, In piedi nella neve (Einaudi Ragazzi), finalista al premio Bancarellino, vincitore del premio Il Gigante delle Langhe e del premio Letteratura Ragazzi Cassa di Cento, Oskar Schindler Il Giusto (Einaudi Ragazzi), vincitore del premio Città di Cattolica, e La
bugia che salvò il mondo(Einaudi ragazzi). Per adulti ha pubblicato Neomamme allo stato brado (Baldini & Castoldi Dalai), Il filo di Cloe (Sperling & Kupfer), E qualcosa rimane (Sperling & Kupfer), vincitore del premio Leonforte (Università di Catania) e del premio Carver.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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