
ROMA – Il presidente di Talete Salvatore Parlato colpito da una misura cautelare di arresti domiciliari firmata dal Tribunale di Roma.
Secondo il gip anche Parlato, presidente del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, sarebbe responsabile della “gravi irregolarità” riscontrate nella gestione del CREA.
Presunte irregolarità che hanno portato nella giornata di ieri a una serie di arresti che hanno interessato il direttore generale Ida Marandola, altri due funzionari e un dipendente dell’ente.
Il Gip del Tribunale di Roma ha emesso nei confronti di Parlato una misura cautelare degli arresti domiciliari, ma attualmente il funzionario si troverebbe all’estero.
Falso, abuso d’ufficio e peculato. Queste le accuse. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha eseguito gli arresti. Sequestrati preventivamente anche circa 8 milioni di euro.
Le indagini hanno fatto emergere gravi irregolarità nella gestione dell’ente. In primo luogo, nella scelta dell’immobile da adibire a nuova sede del Crea, il direttore generale ha attestato falsamente un numero di dipendenti superiore a quello reale per poter procedere in autonomia nel mercato immobiliare privato.
Violate le normative anche per l’affidamento dei servizi di trasloco e facchinaggio, avvenuto frazionando artificiosamente i contratti allo scopo di non superare le soglie oltre le quali è previsto il ricorso a una gara ad evidenza pubblica e orientare, così, la scelta dell’effettivo esecutore.
Il provvedimento di sequestro ha come oggetto le somme indebitamente corrisposte a 2 società locatrici degli immobili e ai 2 soggetti che hanno fittiziamente collaborato con il Crea.
Sono, infine, emersi abusi nella procedura di “stabilizzazione” di alcuni lavoratori precari e nel pagamento di prestazioni professionali sulla base di incarichi di collaborazione affidati a due persone che, in realtà, non hanno svolto alcuna attività lavorativa. Il provvedimento di sequestro ha ad oggetto le somme indebitamente corrisposte a 2 società locatrici degli immobili e ai 2 soggetti che hanno fittiziamente collaborato con il Crea.


















