Arrestato a Bagnaia boss della mafia turca, smantellata rete terroristico-criminale. E' uno degli uomini più ricercati di Ankara
boss turco
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VITERBO - L'operazione ha coinvolto centinaia di poliziotti tra la Svizzera e l'Italia. 18 gli arrestati.

VITERBO – Il capoluogo della Tuscia scopre in queste ore di “ospitare” il presunto boss della mafia turca Baris Boyun. Da tempo la sua abitazione di Bagnaia, tra la piazza centrale e il passaggio a livello verso Vitorchiano, era piantonata giorno e notte da uomini delle forze dell’ordine che si davano il cambio a tutte le ore del giorno e della notte. Una presenza che lasciava intuire l’alto valore criminale dell’uomo ai domiciliari. 

Scattato l’arresto nei confronti di 18 persone di origine turca ma che vivono in Italia, Svizzera, Germania e Turchia, la Procura di Milano ha smantellato una rete criminale guidata dal presunto boss della mafia turca Baris Boyun, uno degli uomini più ricercati da Ankara.

Tra le accuse anche banda armata con finalità di terrorismo, attentato terroristico e omicidio. Lo stesso Boyun è stato portato via all’alba, con un’operazione di una task force congiunta di forze dell’ordine italiane e Interpol, da un appartamento di Viterbo, dove era da tempo agli arresti domiciliari e piantonato.

Dalle prime ore del mattino sono scattate le esecuzioni di ordinanze di misura cautelare nei confronti di 18 soggetti turchi, oltre a quello del boss turco Baris Boyun, indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere aggravata anche dalla transnazionalità, banda armata diretta a costituire un’associazione con finalità terroristiche e a commettere attentati terroristici, detenzione e porto illegale di armi “micidiali” e di esplosivi, traffico internazionale di stupefacenti, omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’operazione ha coinvolto centinaia di poliziotti tra la Svizzera e l’Italia.

L’indagine è scattata nell’ottobre 2023 dopo l’arresto di tre componenti dell’organizzazione che cercavano di raggiungere la Svizzera: erano in possesso di due pistole, di cui una clandestina, munizioni e materiale di propaganda. Dagli accertamenti successivi è emerso che i tre stavano facendo da scorta al loro capo, il 39enne Boyun, e alla compagna, che a loro volta viaggiavano su una macchina separata.

Gli investigatori guidati dalla Procura hanno documentato come Boyun, da un’abitazione di Crotone dove era inizialmente ai domiciliari con braccialetto elettronico per detenzione e porto di arma comune da sparo, continuava a dirigere e coordinare la sua rete che agiva in Europa. Si va dall’organizzazione dell’ingresso dei migranti, dietro tariffe, attraverso la rotta Balcanica, all’ordine di un omicidio di un suo concittadino avvenuto il 10 marzo, fino all’obbligo per i suoi sodali di commettere reati anche terroristici in Europa, in particolare a Berlino. Tra i diciotto arrestati figura anche l’avvocato e il codifensore di Boyun, entrambi italiani.

La richiesta di estradizione in Turchia Recentemente il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, aveva chiesto al premier Giorgia Meloni, durante il suo viaggio istituzionale in Turchia, l’estradizione di Boyun. La Corte d’Appello di Bologna e la Corte di Cassazione avevano però negato l’estradizione. Il presunto boss venne arrestato ad agosto del 2022 a Rimini, a seguito di un mandato di cattura internazionale emesso nei suoi confronti dal governo turco per le accuse di omicidio, minacce, lesioni, associazione a delinquere e violazione sulla legge sul possesso di armi.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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