
VITERBO – C’è l’idea di una nuova Viterbo, riprogettata risolvendo criticità annodatesi nel passato. Uno dei teorici di questa visione è l’assessore Emanuele Aronne. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare cosa pensa di questa Viterbo dei tanti cantieri aperti e delle polemiche su tutto.
Lei guida l’Assessorato alla Qualità degli Spazi Urbani, un incarico ambizioso per la città. Cosa ha fatto in questi due anni e mezzo?
“L’azione più importante è quella dei progetti PNRR di mia competenza. Siamo riusciti a metterli a terra tutti ed era talmente difficile che lo stesso presidente di Ance Andrea Belli aveva dichiarato che era impossibile farlo. L’abbiamo fatto e questo è un bene per Viterbo, al netto delle critiche strumentali di alcuni esponenti politici del territorio.
Siamo riusciti ad appaltare tutti i lavori e alcuni cantieri sono giù ultimati. La scuola di San Pietro è stata completata, lo stesso per quanto riguarda il Palazzetto dello Sport e il centro di Valle Faul.
Poi siamo riusciti a “resuscitare” i fondi, parliamo di 16 milioni di euro, del progetto ‘Vetus urbs’ che dal 2015 erano lì. Li abbiamo trasformati nel completamento della palestra di Santa Barbara (tra poco faremo il bando di gara per l’affidamento), per la realizzazione di un asilo al Poggino, la nuova sede Francigena e altre importanti opere.
Con fondi di bilancio abbiamo messo a terra due azioni strategiche: il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile e il Piano di Recupero del Centro Storico. Dopo decenni si torna a programmare e progettare la città.
Dopo 20 anni di caos e disagi siamo riusciti a risolvere la questione di Colleverde, quella è stata una grande vittoria per la città e ci siamo riusciti in due anni. Con 17 milioni del Fesr abbiamo scaricato a terra una trentina di progetti che andranno a riqualificare beni comunali fatiscenti da decenni e che contribuiscono al degrado in centro: Almadiani, Sant’Orsola, Zaffera, etc. Queste le cose principali”.
Quanti problemi ha Viterbo dal punto di vista urbanistico?
“Tanti, troppi. Dobbiamo pensare che andiamo avanti con il Piano Regolatore approvato nel 1979 e la città si è sviluppata negli ultimi 40 anni per interventi puntuali con opere di urbanizzazioni su cui potremmo stare a discutere a lungo. La viabilità e la mobilità non sono mai state ragionate insieme all’urbanistica. Da questo ne è derivato un caos di situazioni irrisolte. La linea che come amministrazione Frontini abbiamo adottato è quella di andare a risolvere i problemi del passato per poi programmare il nuovo. Quanto siamo riusciti a fare con Colleverde è la prova che si può lavorare anche bene in questa città. Buzzi di Fratelli d’Italia, quando siamo riusciti a chiudere la questione Colleverde, ha detto che non c’era niente da esultare. Si sbaglia, c’è tanto da esultare. Certo le amministrazioni a cui ha preso parte non l’hanno potuto fare, capisco”.
La città è peggiorata o migliorata da quando governate voi?
“La città sta migliorando. Anzi la dico meglio e con un esempio. Quando ristrutturi casa la tua abitazione sta migliorando? Probabilmente no mentre stai facendo i lavori ma quelli servono per renderla migliore. Lo capirebbe anche un bambino ma non vuole capirlo chi fa politica speculativa e “aizza-popolo”. C’è chi sta portando avanti in questa città una narrativa che punta a enfatizzare i problemi, a raccontare il disagio ingigantendolo. La verità è che con la nostra amministrazione il disagio arriva e se ne va lasciando alla città ogni volta una cosa nuova e vantaggiosa per tutti. Tra tre anni Viterbo apparirà migliorata agli occhi di tutti, con buona pace dei detrattori. Anzi, la questione è che molti di quelli che criticano lo sanno che finirà così e vorrebbero fermarci”.
Cosa ha trovato quando è arrivato in assessorato?
“Voglio essere chiaro. I miei predecessori: Claudio Ubertini, Alvaro Ricci e Raffaella Saraconi; hanno provato a fare bene e hanno dato il massimo per quello che potevano. La questione è che spesso non hanno potuto perché quelle maggioranza erano schiave di veti incrociati e logiche di partito. Nessuno di loro, pur lavorando con l’idea di dare il massimo, poteva contare su una maggioranza compatta come l’attuale. Questo fa tutta la differenza del mondo. Faccio un esempio: per logiche di partito l’amministrazione Arena aveva spacchettato i fondi PNRR su cinque assessorati. Probabilmente aveva esigenza di fare tagliare i nastri a più persone. Noi abbiamo concentrato tutto su due assessorati, migliorando l’efficienza e infatti siamo riusciti negli obiettivi”.
Perché, secondo lei, c’è così tanta polemica su ogni cosa: ciclabili, nuova pavimentazione di piazza del Comune, etc?
“La polemica è normale, l’accetto perché fa parte del gioco. Comunque su ogni tema sarà il tempo e la fine dei cantieri a dire chi aveva ragione e chi torto. Su piazza del Comune per esempio se ne sentono di tutti i colori. C’è chi afferma che una parte sarà a lastroni e un’altra a sampietrini. Non è vero ovviamente ma c’è qualcuno che ci monta la polemica. Poi c’è di tutto ma le chiacchiere restano tali”.
La cosa fatta di cui va più orgoglioso?
“Avere scaricato a terra tutto il PNRR. Poi anche la risoluzione di Colleverde”.
Quella di cui si vergogna di più?
“Di niente. Sicuramente c’erano cose da fare meglio ma ritengo che si debba vergognare chi racconta falsità e chi non dà il massimo. Ho la coscienza a posto, sicuramente non abbiamo indovinato tutto ma stiamo lavorando seriamente”.
Alla fine del mandato Frontini la città di Viterbo sarà più ricca o più povera?
“La città alla fine di questi cinque anni sarà migliorata e avrà potenzialità maggiori. Stiamo investendo 100 milioni di euro, una cifra mai vista per riqualificarla e rilanciarla. La politica però non basta da sola. I cittadini devono metterci del loro. Devo metterci l’ottimismo, non devono piangersi addosso e tutti insieme possiamo costruire una Viterbo nuova. Sono ottimista comunque perché sento tanto sostegno di molti cittadini. Certo esclusa quella trentina, sempre i soliti, che scrivono ogni giorno sui social per raccontare una città allo sbando ed esponenti di alcune forze politiche che stanno soffrendo perché lontani dal potere che hanno avuto per troppo tempo”.

















