
VITERBO – Chi sognando di fare il sindaco dice che non lo vorrebbe avere in giunta mente. Aron-man è uno tutto “lavoro e distintivo”, infatti faceva l’arbitro quando non era a lavorare. Immaginare la mole di progetti che l’amministrazione Frontini ha scaricato a terra senza Aronne sarebbe stato impossibile, anche se difficilmente in una città di mediocri qualcuno glielo riconoscerà.
Lo abbiamo incontrato. Al polso l’orologio Omega dell’Apollo 11, quello con cui l’uomo è andato sulla Luna. Sorridente e “paraculo”, ecco come ci ha risposto.
Tre anni fa era un architetto a tempo pieno. Quanto è cambiato nella sua vita?
“Totalmente, mai avrei immaginato che questa esperienza di assessore mi avrebbe coinvolto a questi livelli. Tuttavia ritengo la presenza costante e continuativa in assessorato un elemento assolutamente necessario affinché certi processi possano essere conclusi con tempi certi. La vita è stata stravolta sotto tutti i punti di vista ma credo anche che sia un privilegio assoluto lavorare per la propria città”.
Che qualità degli spazi urbani ha trovato a Viterbo?
“La domanda è complessa e meriterebbe un’analisi approfondita. Partiamo da un principio, Viterbo non è diversa, né in meglio né in peggio, dalla maggior parte delle città italiane a essa paragonabili; ha però una capacità assoluta di criticarsi, di arroccarsi, di autodistruggersi. Per fare un’analisi oggettiva bisogna quindi distaccarsi da questo “sentimento” e ragionare in termini misurabili. I numeri dicono che è una città con enormi potenzialità, che sta crescendo, che necessita di fare ancora tanto lavoro. Qui, a mio avviso nasce il vero problema.
Si pensa che esistano soluzioni immediate, troppo spesso non si comprende che per arrivare a soluzioni durature nel tempo è necessaria una fase di preparazione importante. Prendiamo l’esempio del traffico, per arrivare a risolvere il problema abbiamo prima messo mano alla pianificazione (PUMS) laddove la città non ha mai avuto un piano. Appena approvata si comincerà a lavorare sulle soluzioni.
Quello che fa più sorridere è che alcune critiche arrivino da chi ha materialmente avuto la delega al governo del traffico a Viterbo per decenni e senza produrre uno straccio di pianificazione” (ogni riferimento a Sandro Zucchi è puramente casuale n.d.r).
Che qualità lascerà, ci racconti l’intervento per lei più strategico e quello che l’ha accontentata meno.
“La passeggiata attorno alle mura è certamente l’intervento che si vede di più ma certamente gli interventi che mi danno maggiore soddisfazione o non si vedono o stanno per partire. Parlo del Piano di Recupero del Centro Storico, del PUMS, del prolungamento dell’asse del Poggino e della rifunzionalizzazione della ex chiesa della degli Almadiani”.
Pums, ci sono state diverse critiche. Cosa non è stato compreso?
“Me lo chiedo anche io visto che negli incontri pubblici non ci sono state critiche ma osservazioni molto spesso accolte e soprattutto mi chiedo come si possa criticare qualcosa di cui non si conoscono i contenuti. Torniamo alla risposta di prima … Su cosa sia un PUMS ne ho sentite veramente tante. La verità è che molti pensano di avere le soluzioni in tasca, soluzioni che alla prova dei fatti sono quasi sempre irrealizzabili, non risolutive o, peggio ancora, fuori controllo. È il male assoluto, i soluzionisti social, esperti assoluti della notizia del momento”
Viterbo è una città a misura di bambini secondo lei? Cosa sogna di fare o cosa farà?
“Prova a diveltarlo. Ad ogni modo i primi a non volerla a misura di bambino sono i grandi. Il viterbese tendenzialmente vuole una città a misura di se stesso”.
Aronne si ferma a 5 o immagina il Frontini bis?
“Mi sembra di averlo detto già tante volte. Ho davanti un anno e mezzo pesantissimo, voglio terminare il mandato avendo chiuso tutto quanto iniziato. Sono certo di un Frontini bis, per quanto mi riguarda mi concentro su questo mandato, invidio chi ha il tempo di pensare a cosa avverrà tra 18 mesi”.


















