
VITERBO – Sull’articolo pubblicato da La Fune sulla biblioteca degli Ardenti ha inviato un approfondimento l’assessore Emanuele Aronne, che specifica alcuni punti importanti e tratteggia uno spazio importate per realizzare il progetto di una grande biblioteca in centro attraverso auspicabili fondi FESR, che però devono arrivare dalla Regione Lazio. Riportiamo l’intervento di Aronne.
“Spett.le Direttore,
ho letto con grande attenzione il suo articolo dal titolo “Rilancio del centro storico, ops … ci siamo scordati la biblioteca” e non posso esimermi dal fare qualche considerazione. Partiamo dal “famoso” progetto pubblicato in un libro, progetto che per la prima volta è stato inserito da questa amministrazione “smemorata” nel programma triennale delle opere pubbliche dopo approvazione avvenuta con Delibera di Giunta n. 289 del 30/06/2023.
Un progetto per una pubblica amministrazione è tale se inserito nella programmazione e se appoggiato ad un atto ufficiale altrimenti rimane, per quanto affascinante, un libro… Lo stesso progetto, dell’importo di cinque milioni di euro, è stato poi inserito all’interno della Strategia Territoriale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e più precisamente nei progetti di seconda fase.
Prima che si possano fare strani ragionamenti sul perché non sia stato inserito nei progetti di prima fase, chiariamo subito che le scadenze previste dalla convenzione (appalto lavori entro fine 2025) non erano assolutamente compatibili con una eventuale ipotesi di inserimento del progetto nell’immediato.
Aggiungo anche che copia del succitato libro è stata regalata durante gli incontri fatti con la Regione proprio per significare l’importanza e la valenza culturale del progetto, confidando soprattutto in altri finanziamenti ad hoc sempre con fondi FESR, un po’, per intenderci, come la
Regione ha fatto con l’ex Ospedale.
Nel frattempo, con fondi comunali, si è provveduto ad un primo intervento sulla copertura dell’edificio, non certamente un intervento risolutivo ma sicuramente importante. Come può vedere nessuno si è “dimenticato”, forse invece ci si dimentica troppo facilmente di promesse al vento fatte in passato o forse si pensa, nel più classico dei viterbesismi, “che ce vo’!”
Non passa mese che con l’Assessore Antoniozzi non cerchiamo fondi per finanziare il progetto, cinque milioni non sono bruscolini, non si trovano in bilancio e serve avere un finanziamento specifico, finanziamento che, udite udite, oggi si può richiedere in quanto esiste la documentazione amministrativa per farlo, documentazione che, Le assicuro, non si produce in cinque minuti all’uscita di un bando.
Facile, dopo che questa città si era scordata di se stessa, fare la conta delle cose ancora non fatte ed attribuirle alla mancanza di memoria. Gli atti, tanto odiati dagli artisti ma, ahimè, mattoni fondamentali di un percorso amministrativo, per la prima volta sono stati messi in ordine, la
Biblioteca è finanziabile.
Aggiungo che, nonostante le annose problematiche di palazzo Santoro, oggi, grazie al lavoro messo in campo dal Commissario Pelliccia, una biblioteca c’è e funziona pure bene. Ci sono scuole con impianti devastati, non ci sono spazi di comunità, ormai la sala Regia è diventata un centro conferenze quando dovrebbe essere una sala musealizzata e questo per mancanza di alternative.
I progetti degli Almadiani, del Lazzaretto, della Zaffera, che insieme non arrivano al costo del progetto della biblioteca degli Ardenti, hanno il medesimo scopo ovvero creare spazi di cultura in centro storico ma, differentemente dalla biblioteca, non hanno un’alternativa “nascosta” né a viale Trento né da nessun’altra parte.
Come vede, contrariamente a quanto sostenuto nell’articolo, le cose stanno in modo diverso ed in una città che è tornata pesantemente ad investire sulla cultura e sui contenitori della cultura, si sta profondendo il massimo sforzo possibile. Il primo finanziamento che questa amministrazione ha avuto a disposizione è stato scaricato quasi tutto su edifici di cultura del centro storico, una parte dei lavori partirà a gennaio l’atra, se finanziata, in seguito.
Nessuno ha mai dato una data di inizio lavori, nessuno ha mai promesso nulla se non il massimo impegno per realizzare un’opera necessaria per la città di Viterbo, mi permetta di aggiungere, tra le tante necessarie. La ringrazio dello spazio che vorrà concedere a questa mia risposta e soprattutto alla possibilità di dibattito sereno su temi concreti, senza urla, senza ideologie, senza prevaricazioni di posizione.
Un dibattito, per quanto acceso, per quanto aspro, per quanto caratterizzato da antitesi, è senza ombra di dubbio un valore aggiunto per magari arrivare alla Hegeliana sintesi”


















