Ares, revocata l’assegnazione del servizio 118 alle onlus
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VITERBO - Pubblicata oggi la delibera che cancella il precedente atto del 30 dicembre - Sospesa la protesta dei lavoratori sotto la sede della regione.

VITERBO – Con una delibera pubblicata questa mattina, l’Ares ha revocato l’ordinanza numero 365 dello scorso 30 dicembre in cui assegnava il servizio d’emergenza 118 su strada a enti, istituzioni e associazioni di volontariato.

Secondo la delibera di revoca, il primo atto del 30 dicembre, che prevedeva l’assegnazione di un servizio di durata triennale con possibilità di proroga annuale per un importo di quasi 42 milioni di euro (Iva esente), “si pone in contrasto coi tempi previsti per la realizzazione del piano pluriennale per la completa internalizzazione dei mezzi di soccorso attualmente esternalizzati nell’arco dei tre anni”.

Sospesa, per il momento la protesta dei lavoratori del 118, che avevano già programmato una manifestazione davanti alla sede della regione Lazio, a Roma, per domattina. Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra gli operatori e i dirigenti Ares.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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