Arena:“Un centro federale nazionale è una grande opportunità per il territorio”
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VITERBO - Il sindaco Giovanni Arena sulla questione della piscina comunale risponde alla minoranza.

VITERBO – Il sindaco Giovanni Arena sulla questione della piscina comunale risponde alla minoranza.

 “Un centro federale nazionale, la scelta migliore che avremmo potuto fare per la gestione dell’impianto natatorio comunale.

Ne sono sempre più convinto. Una grande opportunità, sia per l’impianto stesso, sia per il nostro territorio. Una convinzione condivisa è supportata anche dalle forze di maggioranza.

Non comprendo la posizione di netto contrasto da parte della minoranza, di fronte a una valida soluzione che sopraggiunge dopo la negativa esperienza con la società che ha portato alla chiusura dell’impianto.

Una società non più in grado di pagare le bollette di acqua, luce e gas, con tanto di debiti per svariate centinaia di migliaia di euro. Un impianto sportivo come il nostro richiede grossi impegni: economici, organizzativi e gestionali.

Un centro federale nazionale è indubbiamente fonte di garanzia professionale ed economica. Non vogliamo assolutamente vedere il ripetersi di un’esperienza negativa come quella della precedente gestione.

La realizzazione di un centro nazionale federale è un’occasione unica per la nostra città, sia per la promozione della disciplina sportiva tra i nostri giovani, con tutti i benefici che ne derivano, a livello fisico e non solo, sia per la promozione del nostro territorio.

Un importante volano economico in occasione di gare nazionali e internazionali. Eventi che richiamano migliaia di persone, tra atleti, tecnici e accompagnatori, che soggiorneranno a Viterbo per due o tre giorni.

Siamo sempre più convinti e determinati nel perseguire la strada intrapresa e realizzare al più presto quel centro federale nazionale che tanto lustro garantirà alla nostra città”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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