Arena sui botti di Capodanno: "Mi auguro che questa banale e pericolosa usanza venga superata"
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VITERBO - "Voglio iniziare quest'anno ringraziando tutte quelle persone che hanno scelto di festeggiare l'arrivo del 2020 in maniera civile - scrive Arena -. Facendo fare il botto solo al tappo della bottiglia di spumante e non accendendo mortaretti, petardi, artifici e manufatti pirotecnici vari".

VITERBO – Scoppiare i botti a Capodanno? “Banale e pericolosa usanza”, la bolla così il sindaco del capoluogo Giovanni Arena.

E al tempo stesso, in un messaggio alla città, si augura il superamento della tradizione. 

“Voglio iniziare quest’anno ringraziando tutte quelle persone che hanno scelto di festeggiare l’arrivo del 2020 in maniera civile – scrive Arena -. Facendo fare il botto solo al tappo della bottiglia di spumante e non accendendo mortaretti, petardi, artifici e manufatti pirotecnici vari.

Per fortuna nella nostra città non c’è stato alcun ferito, e i consueti botti di fine anno sono stati nettamente inferiori rispetto a quelli degli anni passati. Un dato che lascia ben sperare. Il Comune di Viterbo ha detto no ai botti con un’ordinanza già diversi anni fa.

Anche quest’anno ha richiamato e ricordato il contenuto di quell’importante documento a tutela della sicurezza, dell’incolumità
pubblica e della vivibilità del nostro territorio. Mi auguro che questa banale e pericolosa usanza di far esplodere manufatti pirotecnici venga superata dal buonsenso e da uno spirito di rispetto e civiltà, non solo verso gli animali, ma verso le stesse persone che potrebbero riportare conseguenze. Si festeggia meglio senza botti. Ricordiamocelo per i prossimi anni”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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