Arena, il sindaco che di fronte all’ emergenza Coronavirus ha tirato fuori il carattere
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VITERBO – Il primo cittadino, spesso accusato dai detrattori di scarsa personalità, in questo periodo di crisi sta dimostrando di essere presente, attento, e di avere gli attributi.

VITERBO – Il sindaco Arena, fin dalla sua elezione è sempre stato accusato dai suoi detrattori di essere una figura politica fragile, di scarsa personalità, schiacciato dal peso dei partiti e dei capobastone che occupano un seggio in Parlamento.

Ma questa emergenza, a nostro avviso, ha regalato alla città un sindaco sicuro di sé, determinato, attento… insomma un primo cittadino con grande carattere.

Lo abbiamo visto in azione in varie occasioni, che hanno segnato la storia recente del capoluogo, come quando ha consegnato le chiavi della città alla Madonna della Quercia rinnovando il patto d’amore.  O nel commovente minuto di silenzio delle ore 12 del 31 marzo per onorare il ricordo delle vittime del Covid-19. Un uomo da solo che si è preso la città di Viterbo sulle spalle in un momento difficilissimo.

Rigoroso, al limite dell’ intransigenza, nell’ applicare le disposizioni governative.

Presente, in tutte le operazioni di sanificazione della città.

Attento ai bisogni degli ultimi, collaborando con l’assessorato ai servizi sociali per strutturare in breve tempo un servizio per l’erogazione dei buoni spesa.

La crisi ha restituito alla città un sindaco più forte, più consapevole, che ha preso delle decisioni in un momento in cui nessuno vuole prendersi la responsabilità di decidere e  in cui tutti sono pronti ad infilarti (politicamente parlando) ad ogni minimo errore.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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