Arena: "Dolore per la scomparsa di Iolanda Mari, la moglie di Malé molto amata da tutti a Viterbo"
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VITERBO - "Conoscevo bene anche la signora Iolanda e mi è molto dispiaciuto apprendere la notizia della sua scomparsa. Alle figlie Daniela e Anna e a tutti i suoi familiari le mie sentite condoglianze". Così il sindaco di Viterbo Giovanni Arena. 

VITERBO – “Se ne è andata Iolanda Mari. Una signora di altri tempi, amata da tanti viterbesi, ancor di più dagli abitanti del quartiere dove ha sempre vissuto, Pianoscarano.

Una donna molto conosciuta anche per essere stata la moglie di Luigi Malè, un’eccellenza sportiva della nostra città. Giggetto Malè, il pugile professionista, campione italiano dei pesi leggeri alla fine degli anni ‘40. Uno sportivo tanto amato a cui l’amministrazione comunale, guidata dall’allora sindaco Gabbianelli, decise di dedicare il palazzetto dello sport della nostra città. Ricordo molto bene quel giorno. Era il 2005, ero assessore e partecipai alla cerimonia di intitolazione. Da allora a Viterbo esiste il Palamalè.

Ho ancora in mente quando Luigi Malè ci faceva lezione di boxe a casa della famiglia Zanobi, dove c’era una piccola palestra. Conoscevo bene anche la signora Iolanda e mi è molto dispiaciuto apprendere la notizia della sua scomparsa. Alle figlie Daniela e Anna e a tutti i suoi familiari le mie sentite condoglianze”. Così il sindaco di Viterbo Giovanni Arena. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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