Arena "bacchetta" i consiglieri di maggioranza
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VITERBO - Dopo la seduta di consiglio comunale saltata per mancanza di numeri nella tarda serata di giovedì ecco le sue parole: "Quando ci si candida per rappresentare i cittadini in consiglio comunale si fa una scelta di vita, si sacrifica tempo al lavoro alla famiglia per servire la collettività.

VITERBO – Arena prende lo smartphone e scrive ai consiglieri, ai suoi. A quelli di maggioranza.

Dopo la seduta di consiglio comunale saltata per mancanza di numeri nella tarda serata di giovedì ecco le sue parole: “Quando ci si candida per rappresentare i cittadini in consiglio comunale si fa una scelta di vita, si sacrifica tempo al lavoro alla famiglia per servire la collettività.

Un consiglio comunale può durare moltissime ore e non è possibile che le problematiche personali possano essere prioritarie rispetto a quelle pubbliche.Quando tutto ciò succede e viene a mancare il numero legale in consiglio, si compie un atto poco rispettoso non solo nei confronti della città, ma anche nei confronti dei colleghi presenti. Nessuno ci ha obbligato a candidarci, ma dal momento che si fa questa scelta bisogna essere seri e corretti fino in fondo.Ricordate cari consiglieri che i cittadini osservano, giudicano e …..votano”.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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