Arena: "Attenti, i primi 300 metri di ciclabile Riello-Bullicame sono pericolosi"
VITERBO - L'ex sindaco Giovanni Arena mette in guardia su un certo grado di pericolosità del primo tratto della nuova pista ciclabile Riello-Bullicame.
VITERBO – L’ex sindaco Giovanni Arena mette in guardia su un certo grado di pericolosità del primo tratto della nuova pista ciclabile Riello-Bullicame.
“Il primo tratto della pista ciclabile che va dal Riello all’orto botanico è pericolosissima. Infatti nei primi trecento metri, il divieto di transito è solo per i mezzi pesanti. Possono invece, tranquillamente circolare le auto, con il rischio, specialmente per i bambini di essere investiti. E’ assolutamente necessario, almeno, porre un cartello che le macchine debbano procedere a passo d’uomo”. Quanto scrive sulla propria pagina Facebook l’ex primo cittadino.

Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.




















