Arcionello, Cinalli: "Apriamo un confronto pubblico per rimettere al centro un progetto urbanistico serio"
Cinalli
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VITERBO - Quindi la proposta rivolta ad Antonello Ricci, anima della battaglia per dare ai viterbesi un vero parco cittadino, dallo stesso Cinalli di costruire un atto un atto "formale" anche con i gruppi e le associazioni che si sono fatti carico della pulizia e mappatura dell'area verde.

VITERBO – “Ho proposto anche a nome di Legambiente, quindi anche ad alcuni consiglieri comunali sensibili (Frontini, Ricci, Antoniozzi), ripetutamente e informalmente l’avvio di un confronto pubblico e istituzionale (con la Provincia e i proprietari) per “sbloccare” la situazione a partire dal Piano di assetto a comprendere anche una ipotesi di riperimetrazione concertata e trasparente (ovvero utilizzo dei fondi degli oneri per il Parco è la sua fruibilità e gestione)”. Così Umberto Cinalli sull’Arcionello.

Quindi la proposta rivolta ad Antonello Ricci, anima della battaglia per dare ai viterbesi un vero parco cittadino, dallo stesso Cinalli di costruire un atto un atto “formale” anche con i gruppi e le associazioni che si sono fatti carico della pulizia e mappatura dell’area verde, “per risolvere l’inerzia e l’ignavia politica. Affinché questo progetto urbanistico torni a essere un modello educativo di interpretazione per una comunità solidale e responsabile, sostenibilmente consapevole”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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