
VITERBO – “Ho proposto anche a nome di Legambiente, quindi anche ad alcuni consiglieri comunali sensibili (Frontini, Ricci, Antoniozzi), ripetutamente e informalmente l’avvio di un confronto pubblico e istituzionale (con la Provincia e i proprietari) per “sbloccare” la situazione a partire dal Piano di assetto a comprendere anche una ipotesi di riperimetrazione concertata e trasparente (ovvero utilizzo dei fondi degli oneri per il Parco è la sua fruibilità e gestione)”. Così Umberto Cinalli sull’Arcionello.
Quindi la proposta rivolta ad Antonello Ricci, anima della battaglia per dare ai viterbesi un vero parco cittadino, dallo stesso Cinalli di costruire un atto un atto “formale” anche con i gruppi e le associazioni che si sono fatti carico della pulizia e mappatura dell’area verde, “per risolvere l’inerzia e l’ignavia politica. Affinché questo progetto urbanistico torni a essere un modello educativo di interpretazione per una comunità solidale e responsabile, sostenibilmente consapevole”.


















