Arci Viterbo: "Grave l'assalto squadrista al Ruffini"
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VITERBO - "Nella notte tra sabato 18 e domenica 19 dicembre 2021 le studentesse e gli studenti che hanno occupato la scuola hanno dovuto affrontare un attacco con minacce, il tentativo di fare irruzione nella scuola con la violenza e la distruzione dello striscione - così Arci Viterbo -".

VITERBO – Arci Viterbo condanna in modo netto l’assalto in pieno stile squadrista al Liceo Ruffini occupato e esprime solidarietà agli studenti. “Nella notte tra sabato 18 e domenica 19 dicembre 2021 le studentesse e gli studenti che hanno occupato la scuola hanno dovuto affrontare un attacco con minacce, il tentativo di fare irruzione nella scuola con la violenza e la distruzione dello striscione – così Arci Viterbo -.

Mentre studenti e studentesse sono impegnate a rivendicare investimenti sulle strutture scolastiche, una scuola più giusta e democratica, dove trovino spazio le loro rivendicazioni e che sia un luogo di partecipazione di tutte le persone alla vita sociale e democratica del Paese, qualcuno ha ritenuto di dover soffocare la loro voce: è molto grave che le studentesse e gli studenti si siano trovati ad affrontare, da soli, un vero e proprio assalto”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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