Arci Solidarietà apre una nuova scuola di italiano per stranieri a Viterbo
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La scuola si rivolge a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, persone che sono in attesa o che hanno ottenuto un provvedimento di tutela e che sono presenti regolarmente nel nostro paese. È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00.

Arci Solidarietà apre una nuova scuola di italiano per stranieri a Viterbo. Giovedì 26 gennaio alle 18 in via del Teatro Nuovo l’associazione che da più di 10 anni lavora sui temi dell’immigrazione e del diritto d’asilo, presenta ai cittadini del quartiere la nuova struttura e le attività che si svolgeranno all’interno. Arci Solidarietà Viterbo si occupa anche di infanzia e adolescenza, con la ludoteca negli istituti comprensivi Carmine e Fantappié, di diritti delle persone detenute con uno sportello nella Casa Circondariale di Viterbo.

La scuola si rivolge a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, persone che sono in attesa o che hanno ottenuto un provvedimento di tutela e che sono presenti regolarmente nel nostro paese. È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00.

L’incontro sarà l’occasione per parlare con tutti i cittadini e presentare le attività della scuola e dell’associazione alla città.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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