Arci presenta la nuova scuola di italiano per stranieri
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Gli Stati Generali La Fune
Nel pomeriggio in programma, oltre alla presentazione delle attività, anche la proiezione di “Abitare il pianeta”, documentario della viterbese Emanuela Moroni e mostra del laboratorio “Ali e Radici” a cura di Marcella Brancaforte e Sabine Meyer.

Arci presenta la nuova scuola di italiano per stranieri. Giovedì alle 18.00, in via del Teatro Nuovo 20, l’associazione presenta ai cittadini la nuova struttura e le sue attività. Arci Solidarietà Viterbo lavora da più di 10 anni a Viterbo e nella provincia sui temi dell’immigrazione e del diritto d’asilo; dell’infanzia e adolescenza – con la ludoteca negli istituti comprensivi Carmine e Fantappié – e in quello dei diritti delle persone detenute con uno sportello nella Casa Circondariale di Viterbo.

La scuola si rivolge a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, persone che sono in attesa o che hanno ottenuto un provvedimento di tutela e che sono presenti regolarmente nel nostro paese, che sono accolti da Arci Solidarietà. È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. “L’incontro – scrive Arci – sarà l’occasione per parlare con tutti i cittadini e presentare le attività della scuola e dell’associazione alla città”.

Nel pomeriggio in programma, oltre alla presentazione delle attività, anche la proiezione di “Abitare il pianeta”, documentario della viterbese Emanuela Moroni e mostra del laboratorio “Ali e Radici” a cura di Marcella Brancaforte e Sabine Meyer.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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