Arci: "Noi presenti alla manifestazione contro la violenza della Rete degli Studenti Medi"
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VITERBO - L'Arci invita a partecipare alla manifestazione tutta la cittadinanza, le associazioni, i sindacati e i partiti "che riconoscono la necessità di ricostruire un argine democratico contro la violenza e contro il propagarsi delle nuove forme di fascismo nelle scuole o nelle istituzioni".

VITERBO – Arci Viterbo aderisce alla manifestazione contro la violenza lanciata da Rete degli Studenti Medi per sabato 4 maggio “dopo i fatti che hanno portato la città sulle cronache nazionali e che parlano ancora una volta di una città colpita da fenomeni di violenza di cui sono accusati militanti di estrema destra”.

L’Arci invita a partecipare alla manifestazione tutta la cittadinanza, le associazioni, i sindacati e i partiti “che riconoscono la necessità di ricostruire un argine democratico contro la violenza e contro il propagarsi delle nuove forme di fascismo nelle scuole o nelle istituzioni.

Dobbiamo riconoscere che storicamente questo territorio non ha saputo costruire le occasioni, gli strumenti e gli spazi per le pratiche aggregative e culturali per i giovani e non si è mai posto il problema dell’escalation di violenza neofascista tra i giovani.

Dobbiamo rivendicare l’urgenza di lavorare a livello educativo sull’emergenza della violenza contro le donne che è figlia delle condizioni culturali, dell’incapacità della politica di affrontare questo problema aldilà delle parole di circostanza”.

“Per questo – dichiara il presidente di Arci Viterbo Marco Trulli –sabato c’è una sfida importante, quella di saper condannare senza se e senza ma, come società civile e cittadinanza, questo atto di violenza, ma c’è anche la necessità di impegnarci tutti, da destra a sinistra, a non concedere più spazi agibilità e di riconoscimento a chi propaga odio razziale e agisce la violenza come metodo di confronto”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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