Archeologia criminale, le testimonianze di tombaroli viterbesi in un servizio mozzafiato di Vice
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"Qui è tutta un'immensa necropoli, anche sotto la strada". E' questa una delle tante frasi "regalate" da un ex tombarolo viterbese a Valentina Parasecolo, giornalista d'inchiesta di Vice.

“Qui è tutta un’immensa necropoli, anche sotto la strada”. E’ questa una delle tante frasi “regalate” da un ex tombarolo a Valentina Parasecolo, giornalista d’inchiesta di Vice.

“Qui sono tutte tombe. Se scavi e non trovi niente alla prima buca di sicuro troverai alla seconda”, continua. Il video, mandato in onda su Sky, è di quelli che ti fanno rimanere a bocca aperta ed è stato girato quasi interamente a Viterbo.

La giornalista viene guidata in una necropoli a Bisenzio, poi nei cunicoli sotto la città. Infine incontra un tombarolo di oggi, a viso coperto, che mostra alcuni reperti. Un paio di vasi decorati che dichiara di poter vendere, sul mercato nero delle opere d’arte, a 20mila e 50mila euro.

Il Lazio è la regione italiana più colpita dai predoni dell’arte e Viterbo ha un ruolo di primo piano in questa storia di saccheggi, ancora oggi. Ma per capire davvero l’entità del fenomeno è importante guardare ogni secondo della video inchiesta firmata da Vice.

 

 

Archeologia criminale – Vice on SkyTg 24 from Valentina Parasecolo on Vimeo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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