Apre il sipario sulla "Tomba Oceane", a due passi dal centro storico un capolavoro dipinto di età romana
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La Tomba Oceane è formata da una piccola camera funeraria interamente scavata nel banco tufaceo. Sulla parete est si conserva la decorazione più importante di tutta la tomba caratterizzata dalla presenza dell’iscrizione “Oceane” dipinta in rosso, che ha dato il nome alla tomba. Le altre pareti sono caratterizzate dalla presenza di nicchie ricoperte da un intonaco dipinto.

VITERBO – La Soprintendenza impegnata nel lavoro di recupero della Tomba Oceane. Una sepoltura dipinta, di epoca romana, a due passi dal centro storico del capoluogo.

Sabato 27 settembre, alle ore 10.30 nella sala conferenze del Centro culturale Valle Faul – Fondazione Carivit, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, si svolgerà la conferenza di presentazione del progetto di restauro e valorizzazione della Tomba Oceane a Viterbo.  

Alle ore 12.00 la visita al cantiere, con accesso da Strada Bagni, solo su prenotazione (da effettuare all’indirizzo sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it). Il personale della Soprintendenza accoglierà i visitatori illustrando le attività di scavo, restauro e valorizzazione in corso d’opera.

La tomba Oceane a Viterbo, localizzata sulla Strada Bagni, fa parte dell’ampia necropoli di Poggio Giudio, caratterizzata da numerose tombe di varie tipologie e cronologie; ad oggi è l’unica testimonianza di camera funeraria di epoca romana dipinta. L’attuale Strada Bagni, che collega Viterbo con la zona delle sorgenti termali, ricalca il tracciato di un’antica via scavata nella roccia che, nonostante le alterazioni moderne dovute all’ampliamento della strada, in alcuni punti si può ancora cogliere l’aspetto di via cava; sono inoltre ancora visibili ambienti ipogei e resti di tombe a camera.

La Tomba Oceane è formata da una piccola camera funeraria interamente scavata nel banco tufaceo. Sulla parete est si conserva la decorazione più importante di tutta la tomba caratterizzata dalla presenza dell’iscrizione “Oceane” dipinta in rosso, che ha dato il nome alla tomba. Le altre pareti sono caratterizzate dalla presenza di nicchie ricoperte da un intonaco dipinto.

Il progetto della Soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, finanziato dal MIC nell’ambito della “Programmazione finanziaria – Legge 190”, prevede il restauro, la conservazione e la fruizione della tomba.

La finalità dell’intervento di restauro è quello di ristabilire lo stato di conservazione di tutte le superfici e dei materiali conservati all’interno, recuperare l’apparato figurativo dei dipinti, attualmente illeggibili, a causa dei depositi accumulati sulla superficie, intervenendo anche sui frammenti di intonaco dipinto provenienti da questo contesto e conservati all’interno del deposito del Museo della Rocca Albornoz a Viterbo, compresa la valutazione di una loro eventuale ricollocazione. Inoltre la regolare esecuzione della manutenzione specialistica assicurerà un costante controllo dello stato di conservazione del sito, evitando l’innesco di nuovi fenomeni di degrado garantendone così la conservazione.

Parte integrante del progetto è anche ridare visibilità al monumento, attraverso una narrazione che inizia con la presentazione del progetto e passa per tutte le fasi del restauro, dello scavo archeologico fino alla complessiva conoscenza del sito, attraverso immagini, interviste e filmati. L’obiettivo è quello di andare oltre la semplice trasmissione di informazioni ma suscitare anche interesse ed emozioni.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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