Apre al pubblico il nuovo parco termale Tuscia Terme. Cinque vasche con vista sulle campagne viterbesi
foto parco termale
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VITERBO - Un’oasi immersa nella natura in un luogo magico, dove poter vivere il relax più totale, ideale per chi è alla ricerca di un contatto diretto tra bellezze del territorio e benefici delle calde acque termali.

VITERBO – Si chiama Tuscia Terme ed è il nuovo parco termale viterbese, che aprirà i battenti domenica 17 marzo. A comunicarlo in forma ufficiale è la Free Time.

Posto a sud del capoluogo, in Località Paliano, lungo la strada Cassia Sud, il complesso è immerso in un contesto paesaggistico e naturalistico di rara bellezza, dispone di cinque ampie vasche termali alimentate da pozzi collegati direttamente al giacimento minerario posto a una profondità di circa 130 metri, che erogano acqua termale a 60 gradi.

Un’oasi immersa nella natura in un luogo magico, dove poter vivere il relax più totale, ideale per chi è alla ricerca di un contatto diretto tra bellezze del territorio e benefici delle calde acque termali, fonte di salute e benessere.

I biglietti di ingresso saranno prenotabili online sul sito tusciaterme.it o in alternativa si potranno acquistare direttamente in loco, presso le casse del parco. Inoltre, saranno disponibili online carnet multi ingresso e opzioni coupon regalo.

I visitatori avranno a disposizione spogliatoi, servizi igienici e armadietti, oltre a lettini e ombrelloni disponibili gratuitamente in promo apertura fino ad esaurimento. Presente anche un chiosco ristoro dove si potranno consumare cibi e bevande.

Il nuovo parco termale, progettato realizzato e finanziato dalla società Free Time srl di proprietà delle famiglie Belli, apporterà importanti ricadute occupazionali ed economiche sul territorio e
amplierà ulteriormente l’offerta termale del capoluogo viterbese.

Ulteriori info su tusciaterme.it

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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