Tutti a Tarquinia: torna il Palio dell’Anello dal 30 maggio al 1° giugno
Manifesto Palio dell'Anello
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Dal 30 maggio al 1° giugno 2025, Tarquinia ospita il Palio dell’Anello e la Rievocazione Storica delle Contrade: tre giorni di cultura, spettacoli e sfide cavalleresche.

TARQUINIA – La città etrusca si prepara per uno dei suoi iconici eventi: il Palio dell’Anello e la Rievocazione Storica delle Contrade. Dal 30 maggio al 1° giugno, Tarquinia farà un salto nel tempo tra costumi medievali, spettacoli e una sfida cavalleresca che infiammerà il cuore dei contradaioli e dei visitatori.

L’evento è promosso dal Comune di Tarquinia in sinergia con numerose realtà associative del territorio, tra cui la Società Tarquiniense d’Arte e Storia, la Pro Loco, l’Associazione Pro Tarquinia e l’Asd Palio dell’Anello.

Un riconoscimento ufficiale che arriva anche dall’amministrazione comunale. “Con l’approvazione del regolamento da parte del consiglio comunale, nella seduta del 30 aprile, l’intero evento è stato formalmente riconosciuto come manifestazione identitaria della nostra città” – ha dichiarato Alberto Blasi, presidente del consiglio comunale.

Il programma dei tre giorni

Il ricco programma prenderà il via venerdì 30 maggio alle 17:30, con un convegno inaugurale nella sala consiliare del Palazzo Comunale: “Identità e tradizione: le prospettive per il Palio dell’Anello”. Alle 21:30 in piazza Giacomo Matteotti, si terrà la cerimonia del giuramento e la benedizione dei cavalieri, seguita dall’esibizione del Gruppo Storico Spadaccini di Soriano nel Cimino. La magia della rievocazione prenderà pienamente vita sabato 31 maggio, alle 18:30, quando le contrade sfileranno nel centro storico con abiti d’epoca, bandiere e tamburi.

Il clou della manifestazione sarà domenica 1° giugno, alle 16:00, presso il campo sportivo “Giuseppe Cardoni”, dove si svolgerà il Palio dell’Anello. Dieci contrade si contenderanno l’ambito anello in una gara avvincente che metterà alla prova il coraggio, la destrezza e la determinazione dei cavalieri. A seguire, la festa si sposterà nuovamente nel cuore della città dove si terrà la cerimonia di premiazione ufficiale.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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