

Il Consiglio regionale ha approvato la legge per la tutela di ville, parchi e giardini storici. “Un passaggio storico” secondo il consigliere regionale Riccardo Valentini, primo firmatario della legge (della quale avevamo scritto già qui).
La legge prevede la creazione di due appositi fondi regionali con uno stanziamento iniziale di un milione e 400mila euro per i primi 3 anni. Con la nuova legge viene anche istituita la ‘Rete delle dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e culturale’, alla quale potranno aderire gli enti pubblici e i soggetti privati proprietari dei beni, presentando domanda all’Agenzia regionale del Turismo. Contributi e finanziamenti potranno essere concessi per progetti di restauro, risanamento conservativo, recupero e manutenzione straordinaria. La Regione potrà inoltre stipulare convenzioni con le Università del Lazio per finanziare attività di formazione nel settore dei servizi turistico-culturali e in quello della conservazione e del restauro dei beni culturali. “La Regione – spiega Valentini – promuove poi la nascita di start-up giovanili capaci di coniugare la promozione culturale con l’utilizzo delle nuove tecnologie e di sviluppare, nel settore del restauro e del recupero architettonico, artigianato artistico e cura del verde di qualità intrecciandolo con il recupero delle conoscenze tradizionali”.
Prevista poi l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico che si occuperà di predisporre la proposta del regolamento con cui la Giunta definirà i criteri e le modalità per l’assegnazione dei contributi. “Abbiamo voluto dar vita ad una vera e propria ‘Rete’ – sottolinea Valentini – per fare sistema e creare nuove sinergie al servizio del territorio favorendo la valorizzazione di questo importante patrimonio culturale come prodotto turistico organico e unitario. Una legge per sviluppare attività di formazione e la nascita di una nuova generazione nel settore dei servizi turistico-culturali e del restauro. Una legge che punta ad investire con forza su una risorsa che rappresenta un attrattore turistico unico, un’occasione per sviluppare un indotto economico, soprattutto nelle realtà comunali più piccole, e creare nuova occupazione in particolar modo giovanile. Una ‘Rete’ – conclude Riccardo Valentini – per riscoprire insieme un patrimonio che appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura”.

















