Apertura straordinaria delle palazzine di Villa Lante
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Apertura straordinaria delle palazzine di Villa Lante. Un’apertura straordinaria riservata esclusivamente a coloro che prenoteranno la visita

VITERBO- Apertura straordinaria delle palazzine di Villa Lante.
Un’apertura straordinaria riservata esclusivamente a coloro che prenoteranno la visita.
Questa visita sarà svolta per noi dal collega amico Marco Zanardi di Visitare la Tuscia che, quasi per magia, con uno schiocco di dita vi catapulterà nella ricca vita di corte all’epoca di un Cardinale inquisitore, legato alle famiglie più potenti del Rinascimento e del suo successore.

Percorreremo l’elegante via per arrivare a Villa Lante dove, solo per noi, si apriranno le porte di quella villa che tanti hanno solo visto da fuori.
Al piano nobile visiteremo tutte le sette sale affrescate e arredate, scopriremo mille e più curiosità sulla vita del potente cardinale, entrando addirittura nella sua camera da letto.
Vedute di Bagnaia, stemmi e rappresentazioni di virtù, ma anche quadri, arazzi e arredi importanti sono solo alcune delle meraviglie che si sveleranno ai nostri occhi prodotte dalle mani sapienti dei più grandi maestri delle arti del Manierismo italiano. Vedremo opere di Paul Brill, Antonio Tempesta, Marzio Ganassini, Raffaellino da Reggio e Ridolfi del Ghirlandaio, solo per citarne alcuni.

A distanza di una trentina d’anni il Cardinal Montalto, successore del Card. Gambara, realizza anche la palazzina gemella facendola decorare dai più importanti artisti di inizio Seicento tra cui uno dei maestri di Caravaggio, il Cavalier d’Arpino. Qui, stucchi, dorature, scene mitologiche e religiose si combineranno in maniera sensazionale con scene pagane, cariche di erotismo e… di donne nude.
Infine, passeggeremo per i meravigliosi giardini all’italiana di Villa Lante, con i giochi d’acqua, dalle cascate alle fontane ai grottini sgocciolanti, ognuna con elementi scolpiti in peperino e sedili per gratificare la sosta durante le passeggiate.

Appuntamento per sabato 3 novembre alle 14,30 a Bagnaia in piazza XX settembre sotto la torre merlata.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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