Apertura della scuola, Nocchi: "Sarà un anno difficile ma ce la farete"
Pietro Nocchi
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VITERBO - "Questo è l’inizio di un nuovo anno scolastico molto particolare - così il numero uno di Palazzo Gentili a tutti gli studenti del Viterbese -".

VITERBO – Inizio nuovo anno scolastico, il Presidente della Provincia Nocchi:” Sarà un anno difficile, ma ce la farete. La scuola è la nostra migliore speranza per il futuro”.

“Questo è l’inizio di un nuovo anno scolastico molto particolare – così il numero uno di Palazzo Gentili a tutti gli studenti del Viterbese -. Mai come quest’anno sento di esprimere a nome mio e dell’intera Amministrazione Provinciale di Viterbo, un augurio di buon lavoro a tutti gli
operatori del mondo dell’istruzione: ai dirigenti, al corpo docenti, al personale non docente, alle famiglie, ed in particolar modo ai nostri studenti.

Si riparte con ancora più forza. L’anno passato ha messo il corpo docente, le famiglie ed i nostri ragazzi di fronte a sfide eccezionali. Venivamo dalle difficoltà della didattica a distanza, e di fronte a noi il compito ancora più complicato di ripartire in presenza con un equilibrio tutto nuovo da costruire.

Non dimenticheremo facilmente questi anni. La scuola, più che altre realtà, rimarrà testimone di un profondo cambiamento, in cui il virus è entrato nella nostra quotidianità imponendo nuovi protocolli. Ma ha funzionato. La scuola ha funzionato. Le persone che ogni giorno hanno varcato la soglia degli istituti pieni di preoccupazione, ma di voglia di andare avanti e di insegnare, hanno mandato avanti il sistema e, sono certo, sarà così anche quest’anno.

Mi rivolgo direttamente ai ragazzi. Tra voi c’è chi si affaccia timidamente al mondo degli adulti con speranze ed aspettative, ma anche con sogni e paure: a voi va il mio più sincero augurio affinché possiate affrontare al meglio tutte le sfide che vi si porranno davanti. Sarà dura, ma ce la farete. Un pensiero per un buon inizio di anno scolastico lo voglio rivolgere anche a tutti i Dirigenti, al corpo docenti e alle famiglie, che hanno il compito impegnativo di guidare i nostri giovani nel tracciato che li porterà a diventare i migliori cittadini che la nostra terra si merita.

Non è un momento storico facile per i nostri ragazzi ed il personale scolastico, ma come Provincia stiamo facendo di tutto per fornire le migliori condizioni di lavoro. Stiamo investendo sugli edifici scolastici e, quindi sulla sicurezza, più di quanto sia mai avvenuto in passato.
Come Amministrazione crediamo che soltanto investendo nell’edilizia scolastica si possa uscire dalla situazione di difficoltà di carattere strutturale in cui si trovano diversi istituti.

Per l’avvio dell’anno scolastico 2021-22 siamo riusciti a riconsegnare a insegnanti, studenti e personali strutture adeguate destinando dei fondi immediatamente disponibili a bilancio ed un finanziamento di 550mila euro per affitti, noleggi di strutture e lavori di messa in sicurezza, nell’ambito dell’edilizia scolastica. Un lavoro che proseguirà con l’utilizzo dei 20 milioni di euro già programmati e destinati a
interventi di adeguamento e messa in sicurezza degli istituti superiori della Provincia di Viterbo.

La scuola è crescita, formazione, condivisione. Non importa se con le mascherine, con le entrate scaglionate, con il distanziamento, o le finestre aperte d’inverno per cambiare l’aria, l’importante sarà garantire ai nostri ragazzi l’opportunità di ritrovarsi, e vivere un nuovo anno scolastico insieme. La scuola è il futuro. Lo ripeto sempre, ma non è mai abbastanza, la scuola è la nostra migliore speranza per il futuro. Tutelare il diritto allo studio e il diritto alla sicurezza dei nostri giovani è tra gli impegni principali di questa Amministrazione. Buon lavoro e buon anno scolastico a tutti”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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