
Centro Alzheimer a San Martino al Cimino, l’assessore al Bilancio Luisa Ciambella annuncia l’apertura a gennaio e l’omologa ai Servizi Sociali Alessandra Troncarelli le tira le orecchie.
Tutto ha origine con la seduta della seconda commissione dove la titolare del Bilancio si siede e illustra un ventaglio di azioni che la maggioranza avrebbe intensione di sostenere con gli assestamenti di bilancio. Tra queste anche l’apertura, a gennaio dichiara il vicesindaco Ciambella, della nuova struttura a San Martino. Parla di uno stanziamento di 39mila euro da parte di Palazzo dei Priori per il progetto.
A distanza di qualche ora la replica dura dell’assessore Troncarelli, che non smentisce la notizia (anzi la conferma) ma precisa l’impossibilità di un taglio del nastro a gennaio.
“Faccio riferimento alla notizia apparsa in questi giorni relativa all’apertura della nuova sede del centro Alzheimer. Mi preme osservare, in qualità di assessore alle Politiche Sociali, che la notizia diffusa dal’assessore Ciambella è destituita da fondamento e non corretta dal punto di vista tecnico – la nota di precisazione della titolare dei Servizi Sociali -.
A parte ogni considerazione sul fatto che si tratta di un servizio che compete all’Assessorato del quale ho la responsabilità e delle cui criticità mi sono fatta carico fin dall’insediamento, tengo a precisare che il reperimento delle risorse economiche, che ho fortemente richiesto, necessarie per i lavori di adeguamento della nuova sede ove il Centro verrà trasferito, avverrà in consiglio comunale nei prossimi giorni.
Prima dello stanziamento di Bilancio e della conseguente possibilità di impegnare i pertinenti capitoli non è possibile affidare i lavori, che ragionevolmente non potranno essere terminati per il mese di dicembre.
Di sicuro saranno tempi rapidi ma per correttezza istituzionale, che sempre deve connotare i nostri comportamenti, affermo che per il mese di gennaio sarà alquanto improbabile l’inaugurazione della nuova sede.
Tanto dovevo per non creare false aspettative, soprattutto nelle famiglie delle persone che, per ragioni di salute, frequentano il servizio in oggetto”.

















