Apertura del Parco dell'Arcionello, viterbesi entusiasti della proposta. Tanti messaggi in redazione e diversi politici locali pronti a battersi per l'azione
Riserva Naturale Valle dell'ArcionelloViterbo
800 Monastero
VITERBO - Dare alla città capoluogo un parco degno di questo nome. Da qui parte l'appello de La Fune agli amministratori locali, affinché in questa situazione di convivenza con l'emergenza Covid e consapevolezza dei rischi pandemia nel mondo venga percorsa una strada importante ma abbandonata da troppo tempo.

VITERBO – Dare alla città capoluogo un parco degno di questo nome. Da qui parte l’appello de La Fune agli amministratori locali, affinché in questa situazione di convivenza con l’emergenza Covid e consapevolezza dei rischi pandemia nel mondo venga percorsa una strada importante ma abbandonata da troppo tempo.

La riflessione da aprire è sul verde pubblico nella città di Viterbo e l’assetto urbanistico della stessa, portato avanti negli anni senza idea e visione dell’esigenza di andare a realizzare una realtà capace di dialogare in maniera positiva con la contemporaneità. L’area del parco possibile è però rimasta lì ed è ancora, fortunatamente, una realtà potenziale. 

La cosa che colpisce è l’indifferenza delle giunte e dei consigli comunali che si danno il cambio a Palazzo dei Priori. Il tema questa volta è però destinato a deflagrare. L’avevamo intuito, lanciando nei giorni scorsi un primo appello per la realizzazione del parco dell’Arcionello. Ne abbiamo sviluppato la convinzione sempre più forte nelle ore a seguire, con un numero importante di messaggi di apprezzamento e sostegno.

Tanti dai cittadini, che dopo avere vissuto l’esperienza della quarantena, sembrano essere tornati al mondo con un riscoperto spirito ecologista e con occhi nuovi su quello che fa parte della propria vita. Tanto che si stanno delineando veri e propri nuovi atteggiamenti e bisogni che andranno a cambiare anche la città incidendo sul mercato, che quando la politica non sa leggere i tempi è l’unica leva possibile della trasformazione.

Dopo l’esperienza del Covid-19 le persone aspirano a non vivere più in case piccole, senza spazi esterni (siano questi terrazzi o giardini). Sono più propense a spostamenti a piedi o in mobilità alternativa e proiettate maggiormente verso l’attività fisica. Sarà un fiorire di runner ma anche più semplicemente di passeggiatori e gente che ha fame di attività all’area aperta. Pensare di dare risposta a questi nuovi consumi con Pratogiardino è fuori tema. Tutto questo genera una spinta verso la richiesta di un parco vero per la città. E l’Arcionello è lì, pronto a offrire una soluzione vera. E’ solo questione di tempo e anche la classe politica dovrà fare propria questa istanza. 

Diciamo questo perché mentre i contatti con cittadini lettori de La Fune sull’Arcionello sono stati importanti non sono mancati scambi con alcuni uomini politici del territorio, interessati a quanto scritto. Nostro intento è dare spazio a chi vorrà spendersi in questa partita per dare alla città di Viterbo un parco vero, che possa contribuire a rendere il capoluogo della Tuscia sempre più una città dignitosa e aumentarne il valore. 

Masicar800x120-optimize
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
Fune 300x300
lafune_300 x 600
Onda
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
monastero interno
POST FB 02
asvis 2