Antonio Arévalo nominato «addetto» alla cultura cilena in Italia

Un viterbese (d’adozione) nella corte del governo cileno. Antonio Arévalo è stato nominato, dal Presidente della Repubblica Michelle Bachelet, rappresentante della cultura cilena in Italia.
Un viterbese (d’adozione) nella corte del governo cileno. Antonio Arévalo, nato a Santiago del Cile e costretto alla fuga in Italia appena sedicenne dopo il golpe di Pinochet nel 1973, ma da anni attivo a Viterbo, è infatti stato nominato, dal Presidente della Repubblica Michelle Bachelet, rappresentante della cultura cilena in Italia. Arévalo coadiuverà il lavoro del Ministero delle relazioni estere e di quello della cultura.
Antonio Arévalo, critico e curatore d’arte, è considerato uno dei più importanti promotori della cultura del Sudamerica in Europa. Da La Fune complimenti e in bocca al lupo ad Antonio Arévalo .
Leggi l’articolo che gli ha dedicato Artribune
Leggi il comunicato del Governo cileno
la foto di Sabine Meyer
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















