Antonello Ricci: "Palazzo dei Priori continua a dimenticare l'unico garibaldino viterbese che ha fatto l'impresa dei Mille, devono vergognarsi"
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VITERBO - Piuttosto infuriato, anche perché da tempo lui e altri hanno richiesto al Comune di Viterbo una targa in ricordo di Pietro Rossi da collocare a Piazza Unità d'Italia. La richiesta era stata portata anche in consiglio dal consigliere Chiara Frontini nel lontano 2014. Il consiglio aveva anche votato favorevolmente per la realizzazione. Mai eseguita però. 

VITERBO – “La classe dirigente di questa città deve vergognarsi”. Così sbotta Antonello Ricci, il professore che di storie e sfaccettature del territorio ne ha scavate molte e raccontate altrettante, dopo aver letto la notizia di piazze e vie intitolate di recente a una serie di personalità viterbesi. Un lavoro sulla memoria importante ma che continua a perpetuare un’amnesia: quella su Pietro Rossi, garibaldino salpato a Quarto con il generale Garibaldi. 

“A proposito di miopia delle classi dirigenti e di memoria istituzionale corta. Leggo sulla stampa locale di questa profluvie – un po’ patetica, a essere sinceri: ma capisco, capisco – di imminenti intitolazioni di piazze vie slarghi rotatorie eccetera. I viterbesi fanno il petto gonfio come rospi. Dopo tanti e tanti anni di “lavoro culturale” non penso proprio che la memoria di una comunità passi per queste “strade”.

Sinceramente vorrei però ricordare a tutti che – a fronte di tanti campioni del localismo che, pur nella loro dignitosa e ammirabile vita, senza alcuno “scatto” in più finiranno “immortalati” in questa campagna da tre soldi – vorrei ricordare a tutti che Viterbo ha il suo eroe. Eroe nazionale, di cui si è vergognosamente dimenticata.

Si chiamava Pietro Rossi (1820-1876) ed è l’unico, ripeto l’unico, garibaldino viterbese ufficialmente incluso nell’elenco dei Mille di Marsala. Ha fatto l’Italia e loro per l’ennesima volta se lo scordano”. Sbotta così il professore. 

Piuttosto infuriato, anche perché da tempo lui e altri hanno richiesto al Comune di Viterbo una targa in ricordo di Pietro Rossi da collocare a Piazza Unità d’Italia. La richiesta era stata portata anche in consiglio dal consigliere Chiara Frontini nel lontano 2014. Il consiglio aveva anche votato favorevolmente per la realizzazione. Mai eseguita però. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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