Annullato il trasporto della Minimacchina del centro storico
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VITERBO - Lo fa sapere il comitato: "Al vaglio un’eventuale esposizione della struttura sul percorso".

VITERBO – “Annullato il trasporto della Minimacchina del centro storico. Lo comunica il Comitato Centro Storico di Viterbo Minimacchina di Santa Rosa.

“Si sta concludendo lo scenario di un anno molto difficile e questo 2020 lo ricorderemo negli annali della storia mondiale.

Non avremmo mai voluto scrivere l’articolo che sancisce purtroppo la combattuta decisione di annullare il trasporto della Minimacchina.

 Il trasporto del 2019, che è stato attuato in maniera anomala, conseguentemente a condizioni metereologiche avverse. Questo evento ha modificato il tradizionale schema della festa, alterando l’orario di partenza anticipandolo e pregiudicando la premiazione dei nostri mini- facchini.

Il Comitato aveva deciso di svolgere le premiazioni presso il palazzo papale durante la manifestazione di “S. Pellegrino in Fiore”, ma il lockdown l’ha proibito disdicevolmente anche questa volta.

Pertanto stiamo vagliando un’altra soluzione per poter finalmente consegnare in sicurezza gli ambiti premi.

In questo momento il Comitato Centro Storico è  a stretto contatto con il  Comune di Viterbo, nella persona il sindaco Giovanni Arena, e con la prefettura di Viterbo, nella persona del prefetto Giovanni Bruno, per organizzare un’eventuale esposizione della Minimacchina nel percorso della stessa.

Il nostro pensiero durante la discussione di questo provvedimento, si rivolgeva e si rivolge tutt’ora a malincuore alle persone più colpite dalla pandemia e a tutta la popolazione coinvolta direttamente o indirettamente.

Ci stringiamo con tutti i nostri minifacchini e le loro famiglie con l’insegnamento della nostra Santa Rosa di concetti fondamentali quali fratellanza, beneficienza e amore per il prossimo.

Un caloroso abbraccio a tutti dal Comitato Centro Storico di Viterbo e dal presidente Lucio Laureti”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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