Annullati il Palio di Siena e la Festa dei ceri di Gubbio. A rischio anche il trasporto della Macchina di Santa Rosa?
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VITERBO – Le due feste, molto popolari, sono state annullate. Quale sarà il destino del trasporto 2020?

VITERBO – Nella giornata di ieri sono arrivate due notizie che non fanno ben sperare.

Il sindaco di Siena Luigi De Mossi ha annullato il Palio di Siena. Le due corse  in piazza del Campo, in programma come da tradizione il 2 luglio e il 16 agosto, non si correranno.

Da dopo la seconda guerra mondiale non era mai successo che le due corse di Siena non venissero disputate.

Anche Gubbio rinuncia alla Festa dei Ceri, che, come da tradizione si sarebbe dovuta svolgere oggi, 15 maggio. Un evento epocale per la città visto è la prima volta dal 1160 che, a causa del Coronavirus, non ci sarà la tradizionale corsa dei ceri. Il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati l’ha definita “una decisione dolorosa e struggente”.

Alla luce di questi due accadimenti la domanda sorge spontanea. E a Viterbo? Cosa accadrà? Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è a rischio?

Finora dall’ amministrazione comunale non è trapelato nulla, come se si aspettassero nuovi sviluppi prima di prendere qualsiasi decisione sulla festa più amata e sentita dai viterbesi.

Vero è che, alla luce delle vigenti disposizioni, il trasporto del 3 settembre presenta notevoli criticità come l’assembramento di decine di migliaia di spettatori senza alcun distanziamento sociale e la presenza ravvicinata dei facchini tra loro sotto la macchina (anche se a questo si potrebbe ovviare con dei tamponi che ne attestino la negatività prima di effettuare il trasporto e le precedenti prove tecniche).

La soluzione potrebbe essere un trasporto senza pubblico con la possibilità di vederlo in diretta tv? E chi ce li tiene in casa i viterbesi la sera del 3 settembre?

Le nostre sono tutte ipotesi, ma sarebbe il caso che le istituzioni iniziassero a pensare seriamente, e per tempo, a come gestire un evento che, per quel che riguarda la salute dei viterbesi e l’ordine pubblico, è estremamente complesso da gestire.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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