
VITERBO – Nella giornata di ieri sono arrivate due notizie che non fanno ben sperare.
Il sindaco di Siena Luigi De Mossi ha annullato il Palio di Siena. Le due corse in piazza del Campo, in programma come da tradizione il 2 luglio e il 16 agosto, non si correranno.
Da dopo la seconda guerra mondiale non era mai successo che le due corse di Siena non venissero disputate.
Anche Gubbio rinuncia alla Festa dei Ceri, che, come da tradizione si sarebbe dovuta svolgere oggi, 15 maggio. Un evento epocale per la città visto è la prima volta dal 1160 che, a causa del Coronavirus, non ci sarà la tradizionale corsa dei ceri. Il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati l’ha definita “una decisione dolorosa e struggente”.
Alla luce di questi due accadimenti la domanda sorge spontanea. E a Viterbo? Cosa accadrà? Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è a rischio?
Finora dall’ amministrazione comunale non è trapelato nulla, come se si aspettassero nuovi sviluppi prima di prendere qualsiasi decisione sulla festa più amata e sentita dai viterbesi.
Vero è che, alla luce delle vigenti disposizioni, il trasporto del 3 settembre presenta notevoli criticità come l’assembramento di decine di migliaia di spettatori senza alcun distanziamento sociale e la presenza ravvicinata dei facchini tra loro sotto la macchina (anche se a questo si potrebbe ovviare con dei tamponi che ne attestino la negatività prima di effettuare il trasporto e le precedenti prove tecniche).
La soluzione potrebbe essere un trasporto senza pubblico con la possibilità di vederlo in diretta tv? E chi ce li tiene in casa i viterbesi la sera del 3 settembre?
Le nostre sono tutte ipotesi, ma sarebbe il caso che le istituzioni iniziassero a pensare seriamente, e per tempo, a come gestire un evento che, per quel che riguarda la salute dei viterbesi e l’ordine pubblico, è estremamente complesso da gestire.


















