Andrea Micci: "Non sono io il traghettatore di Minchella alla Lega"
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VITERBO - Questa mattina infatti con La Fune abbiamo raccontato un retroscena sull'uscita del consigliere Minchella dal Pd e sui rumors che la davano in approdo al partito di Matteo Salvini. 

VITERBO – Ore 17,30 di questo pomeriggio (venerdì). Squilla il telefono, rispondiamo e dall’altra parte si presenta Andrea Micci. Consigliere comunale di Palazzo dei Priori e uno dei volti potenzialmente più spendibili del Carroccio locale.

Si presenta, molto educatamente, e ci inquadra la ragione della chiamata: “Non sono io il traghettatore di Martina Minchella alla Lega”. Questa mattina infatti con La Fune abbiamo raccontato un retroscena sull’uscita del consigliere Minchella dal Pd e sui rumors che la davano in approdo al partito di Matteo Salvini. 

Retroscena che affibbiava al giovane Micci il ruolo di demiurgo dell’operazione e di traghettatore dell’ormai ex dem, area Fioroni, tra le fila dei verdi. Micci stesso però smentisce, quindi la mente che ha pensato l’operazione deve stare altrove. Ma probabilmente più vicino di quanto possiamo pensare. Se son fiori fioriranno. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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