
VITERBO – L’antifrontini? Andrea Micci. Al netto dei “papaveri” che all’ultimo magari saranno calati dall’alto il centrodestra ha “in doors” il suo uomo da contrapporre. Sempre che il centrodestra arrivi unito alle amministrative di Viterbo nella primavera inoltrata del 2027. Quando probabilmente si andrà al voto anche per le politiche, anticipando la chiamata alle urne nazionali.
Sarà tra molto tempo ma se uno guardasse il campo oggi vedrebbe una sorta di vuoto politico e un ragazzo che, più o meno, fa opposizione da solo. O perlomeno fa opposizione in un certo modo da solo, perché in realtà anche Laura Allegrini il suo l’ha sempre fatto (e con una certa capacità, glielo riconosciamo) in sala d’Ercole. Micci ha una marcia diversa però, che probabilmente è dettata da ragioni anagrafiche e domestichezze maggiori con il mondo della comunicazione social.
Le uniche due figure politiche di tutto il “circo dei Priori” che usano i social ci risultano essere, alla prova del click, Frontini e Micci. L’uno contro l’altra “armati”. Frontini ha da tempo, probabilmente per ragioni di ruolo ma anche per fraintendimenti sulla tecnica comunicativa, preso la deriva di una comunicazione – informativa. Micci invece fa infotaiment. Informa come gli conviene, ci consenta, ma intrattiene bene. E questo a livello comunicativo paga. E non commettano l’errore i due duellanti di contare i solo numeri dei like o quanto ingaggiano i singoli post. Di Micci in giro per Viterbo con la tromba a “perculare” la sindaca ne hanno e ne stanno parlando tutti. Non muove un voto? Nì. E’ molto più complessa la vicenda.
Il ragazzo in realtà è parecchio presentabile: giovane, avvocato, preparato e sagace quanto basta per prendere una tromba e strombazzare il potere di turno. Certo non ha il rango di un partito forte. La sua Lega non è più quella del pre Papete, oggi è più una Leghetta. Soprattutto se paragonata al maxi alleato Fratelli d’Italia. Certo non è un papavero che ha messo il posteriore tra i velluti rossi di una delle due camere e neanche nel consiglio regionale. Però Micci è uno che sta sul campo, sta nella trincea dell’opposizione e fa quello che tutti si aspettano da un’opposizione. Sì insomma non governa insieme a tutti (orgia partitica?) l’ente dall’altra parte della strada.
E così Micci sta lì: pensa, aspetta, digiuna. Qualcuno ha letto il Siddartha di Hermann Hesse?


















