Rifiuti, cittadini volevano scaricarli davanti al Comune
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Il sistema della raccolta dei rifiuti sta attraversando una fase critica nel capoluogo della Tuscia. Normale amministrazione ma il problema sta "montando" e c'è chi pensa a colpi di teatro non da poco.
Zona Cimina, cassonetti rimossi

La città sta vivendo un momento delicato sul fronte della raccolta dei rifiuti. Da un comunicato, inviatoci in redazione da Andrea Marcosano di Forza Italia Viterbo, apprendiamo che lo scorso sabato si è andati vicino a una forma di protesta che sul piano giornalistico avrebbe fatto sicuramente breccia: cittadini pronti a scaricare sacchi di rifiuti davanti all’ingresso di Palazzo dei Priori.

La vicenda così come la racconta Marcosano

Raccolgo l’indignazione di un gruppo di cittadini, tra i quali molti di loro anziani, residenti alle porte di Viterbo in zona Cimina che domenica mattina sono stati costretti a ingaggiare una sorta di caccia al tesoro (o meglio del cassonetto) per smaltire i loro rifiuti domestici.
Fino a sabato era possibile deporre i sacchi della spazzatura in una isola ecologica posta all’inizio di strada Monte Pizzo, ma da domenica, senza alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale, l’isola ecologica e’ misteriosamente scomparsa. Da alcune tracce di ruote visibili sul terreno, si deduce l’intervento di macchine operatrici che evidentemente sono state utilizzate per la rimozione dei cassonetti. Con la delicatezza paragonabile a un elefante all’interno di una cristalleria, durante le operazioni di bonifica e’ stata divelta anche una lapide con dei fiori a ricordo di una vittima della strada.
Il gruppo di cittadini quindi è stato costretto a dar vita ad una spasmodica ed inutile ricerca di un cassonetto o di una isola ecologica per l’intera città.
In tarda mattinata, la piccola colonna di autovetture condotte dai residenti della zona Cimina, non avendo trovato alcun sito per collocare i rifiuti, ha fatto ritorno alle rispettive abitazioni riportandosi a casa i sacchi di immondizia non smaltiti.
Tra i residenti della zona Cimina c’è stato anche chi, nell’intento di organizzare una forma di protesta estemporanea, ha proposto di lasciare i sacchi della nettezza urbana dinnanzi la porta d’ingresso del Comune scrivendo su ogni sacchetto le motivazioni del gesto. Sono stati poi convinti a desistere rispetto l’iniziativa anche per non incorrere a eventuali sanzioni.

Nonostante il sindaco Michelini dichiari che a Viterbo la gestione dei rifiuti sia ben funzionante e nonostante ribadisca piena fiducia all’assessore Saraconi, in città accade anche questo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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