Andrea Bossola accusato di disastro ambientale aggravato
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CIVITAVECCHIA – L’attuale presidente di Talete, ex vertice di Acea, accusato insieme ad altri 15 indagati di aver captato l’acqua del lago di Bracciano in assenza di titolo concessorio “cagionando così abusivamente l’alterazione irreversibile dell’ecosistema dell’area naturale protetta”.

CIVITAVECCHIA – Il presidente di Talete Andrea Bossola nella bufera.

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Civitavecchia, il tribunale ha fissato al 10 novembre l’udienza preliminare davanti al gup a carico di 16 indagati, tra i quali la stessa società Acea e tutti vertici dell’epoca, a partire dall’ex presidente Paolo Tolmino Saccani e tutti gli altri membri del Cda,composto anche da Emanuela Cartoni, Annaclaudia Bonifazi, Giuseppe Baisi, Stefania Stera, Carmelo Intrisano e Marco Rapo, e dei privati tra i quali Rosanna Di Marco, Sergio Di Marco, Carla Conti, Pierpaolo Simionato, Vera Rosa Alberta Von Falkenstein Wirth, Maria Rosa Milillo e Giuseppe Ottone.

Tutti accusati di disastro ambientale aggravato, per aver captato l’acqua del lago di Bracciano in assenza di titolo concessorio “così cagionando abusivamente e per colpa l’alterazione irreversibile dell’ecosistema dell’area naturale protetta”.

L’inchiesta giudiziaria è partita a seguito della gravissima crisi idrica dell’estate tre anni fa che vide un evidente e pericoloso abbassamento dei livelli del lago di Bracciano.

Nello specifico Bossola è accusato, nelle sue vesti di consigliere d’amministrazione di Acea Aro 2 Spa, in concorso con gli altri vertici dell’azienda, di per avere da un lato effettuato prelievi idrici in violazione di quanto previsto dalla concessione non assicurando il mantenimento delle escursioni del livello del lago cagionando abusivamente l’alterazione irreversibile dell’ecosistema del lago di Bracciano, area naturale protetta.

 

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