Andrea Bocelli a Viterbo e sta girando un documentario con i suoi cavalli nel centro storico
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VITERBO - A portare i saluti della città di Viterbo al noto tenore e cantante sono stati questa mattina il sindaco Giovanni Maria Arena e l’assessore alla film commission Alessia Mancini.

VITERBO – The Journey Andrea Bocelli, questa mattina le riprese per il documentario televisivo della Cineroma nel quartiere medievale della città. Ieri le riprese hanno interessato San Martino al Cimino. A portare i saluti della città di Viterbo al noto tenore e cantante sono stati questa mattina il sindaco Giovanni Maria Arena e l’assessore alla film commission Alessia Mancini.

“Un grande onore accogliere nella nostra città un artista conosciuto e apprezzato a livello mondiale come Bocelli – ha sottolineato il sindaco Arena dopo l’incontro avvenuto a valle Faul, dove la produzione ha allestito per l’occasione il campo base -. Un bellissimo progetto quello di cui è protagonista, insieme ai suoi cavalli, lungo un importante tratto della via Francigena. Da qualche giorno Andrea Bocelli è cittadino onorario di Sutri, un figlio della Tuscia. Sarà sempre il benvenuto anche nella nostra città, sia per un altro dei suoi progetti o semplicemente per una sua visita privata, insieme alla sua famiglia”.

“Insieme al sindaco abbiamo avuto modo di scambiare due parole con Andrea Bocelli questa mattina – ha aggiunto l’assessore Mancini -. Da qualche giorno è nella Tuscia, da ieri a San Martino e oggi a Viterbo. Ci ha confidato di essersi trovato molto bene, sia a livello organizzativo, sia come accoglienza. E questo per noi è importante. Rinnovo il mio ringraziamento anche alla Cineroma per la collaborazione mostrata in questi giorni e per la promozione che garantirà al nostro territorio attraverso questo affascinante documentario”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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